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mercoledì 10 novembre 2010

Domani Prato, un laboratorio di idee proiettato al futuro.

pratoblog

Prato, 10 novembre 2010 - Una data importante quella scelta dal Comitato Promotore per l'inaugurazione dell'associazione Domani Prato. Ieri ricorreva infatti l'anniversario della caduta del muro di Berlino e non a caso una foto di quel 9 novembre 1989 accompagnava il manifesto di questa nuova associazione composta in prevalenza da giovani. In un momento storico in cui la crisi ha ormai investito il nostro Paese in tutti i settori, il Comitato Promotore dell'associazione culturale Domani Prato si rivolge a tutti coloro che hanno ancora voglia di credere in un cambiamento fatto dalle persone.
E così ieri sera centocinquanta persone si sono ritrovate al Convito per l'inaugurazione dell'associazione ed alla quale in molti hanno già aderito. Molti giovani, tante donne, allo stesso tempo, hanno dato un segno di novità, di ricrescita, assieme a chi proviene dal mondo partitico, dal mondo civico o dei comitati o dall'essere semplicemente cittadino interessato al bene comune.
«Tutte persone che hanno il coraggio di capire che la crisi è anche portatrice di progresso, che è nelle difficoltà che l'uomo riesce sempre ad esprimere il meglio di se stesso - dicono al Comitato -. Domani Prato vuol essere un modo nuovo di pensare e di credere nella nostra città e nella Nazione certi di poter apportare un importante contributo alla crescita culturale e politica della nostra comunità. Un laboratorio di idee proiettato al futuro».
Dopo la serata di ieri sera seguiranno incontri a tema sul nostro territorio e non solo; l'agenda che verrà costruita da coloro che già dai ieri sera hanno aderito al comitato promotore e dalla successiva assemblea costitutiva che seguirà nelle prossime settimane. Del Comitato promotore fanno parte Matteo Nincheri, Barbara Di Mastrorocco, Lorenzo Marchi, Lisa Taiti, Agnese Papi, Enrico Meucci, Marco Tarelli, Filippo Boretti, Simone Goti, Agnese Papi, Maria Bessi, Sara Ricciarelli, Paolo Parretti, Francesco Querci e tanti altri. Chi è interessato a partecipare potrà contattare Matteo Nincheri (3386810249) oppure Francesco Querci (3929128323).

martedì 20 luglio 2010

Nota semiseria di mezz'estate sulle dimissioni d'un assessore del Comune di Prato.

Ed eccoci qui, ad assistere non all'opera verdiana, beninteso, ma all'operetta, tutta pratese, tutta politichese, delle accuse di irregolarità da "principianti" tuonate da parte di chi, verso quella stessa tipologia di irregolarità -in modi e forme ben più gravi- s'era mostrato più che "esperto" in tolleranza quando si verificava in casa sua. Qualcuno avrebbe parlato di occhi, di pagliuzze e di travi. Ma gli andò maluccio e quindi meglio lasciar perdere.
Ma non c'è da meravigliarsi (né, tanto meno, da scandalizzarsi) più di tanto: è la prassi consolidata del politico di professione. Vorremmo forse accusare il cane d'abbiare, o l'asino di ragliare? Ma no... ci mancherebbe altro. A ognuno il suo: ai principianti della politica la possibilità d'incappare in errori da principianti e agli esperti della politica, ai professionisti seri dell'accattonaggio elettorale, quella d'infierire con cipiglio irsuto sugli errori del nemico.
Se questo vale per tutto il Gran Feudo Peninsulare, figuriamoci a Prato, terra di conquista per chiunque, venuto ad abitarci da lontano, si è potuto tranquillamente accomodare nelle stanze del governo della città, arrivando a diventarne primo cittadino prima e governatore dello stesso Granducato poi.
A Prato la professione di politico ha sempre pagato bene. Basta dotarsi dell'armamentario giusto: armi pesanti per gli avversari e coltelli corti e affilati per i nemici. Gli avversari sono, ovviamente, nei partiti della concorrenza. I nemici, invece, sono quelli che hai in casa.
Il politico di professione a Prato ha trovato per più di sessant'anni il suo Eldorado, la Terra Promessa, l'Eden, il Jannat Allah. A Prato, terra dell'inciucio, il patto di titanio fra lobbies ha garantito per decenni il comodato gratuito del Palazzo Comunale alle sinistre e affiliati, e l'accesso libero, vntiquattr'ore non-stop, alla stanza dei bottoni alle destre e accoliti.
Funzionava tutto così bene, allora. Una volta consacrato assessore potevi prendere la nuora e incardinarla come tua segretaria e nessuno avrebbe avuto nulla da dire.
E poi, le destre, cosa avevano da lamentarsi? Han sempre fatto tutto quello che volevano. Avevan proprio bisogno di vincerle, queste stramaledette votazioni? Per sessant'anni, quando era in vigore il patto di titanio, nessuno aveva messo i bastoni fra le ruote a nessuno. Tu dai un museo a me io svincolo i terreni a te. Do ut des, una mano lava l'altra e tutt'e due lavano il viso e, all'occorrenza tappano occhi, orecchi e naso, a seconda della bisogna.
I magistrati, poi, non hanno mai rotto le scatole a nessuno. Praticamente angeli. Hanno sempre avuto il loro bel da fare, a Prato, nell'occuparsi del saccheggio successivo alle cause fallimentari col giro di valzer di periti indaffarati a gestire immobili che passan di mano veloci come saette: prendi cento e paghi uno. Facciamo uno e mezzo, black and white, e siamo pari. Figuriamoci se avevano il tempo di occuparsi di cinesi, immigrazione clandestina, droga, prostituzione e bischerate del genere.
Insomma si stava tutti bene fino a quando è arrivato il Cenni a rompere gli zebedei. A tutti, nessuno escluso. E allora?
Allora vendetta, tremenda vendetta!
Attento Roberto. Attento al buffone...

mercoledì 21 aprile 2010

Sinistra Rosso verde attacca la Lega

riceviamo e pubbllichiamo:
"L’iniziativa leghista sulle case popolari è un vero e proprio incitamento all’odio!
"

Nosi: “I leghisti pratesi mentono sapendo di mentire! Lanciamo un appello a tutte le forze del centrosinistra ad una mobilitazione contro questa campagna di disinformazione!”
Lanfranco Nosi, di Sinistra RossoVerde, interviene sull’iniziativa di volantinaggio promossa dalla Lega Nord pratese in merito all’assegnazione di alloggi di edilizia popolare in via Gello per il prossimo 22 aprile.

“Ho avuto modo di vedere su Facebook il volantino che i leghisti nostrani vogliono distribuire in occasione della loro iniziativa, giovedì mattina: un vero concentrato di falsità, dopo le dichiarazioni del consigliere Paradiso, che meritano una ferma risposta!” dichiara a caldo Nosi. “Personalmente, ho già provveduto a segnalare alcune dichiarazioni del capogruppo leghista contenute nel comunicato stampa diffuso all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, ma la ‘sorpresa’ di oggi supera veramente ogni limite. Si afferma che le abitazioni sono ‘solo per:extracomunitari, rom, ecc…’, quando nel bando ‘incriminato’ del 2007 non c’è nessun riferimento a tali status o etnie.”
“Questo” continua Nosi “in piena osservanza della legge nazionale, la Bossi-Fini, in vigore dal 2003! E pure il richiamo alle amministrazioni regionale e comunale è assolutamente fuorviante, visto che la legge regionale sull’immigrazione non stabilisce alcun criterio ‘di preferenza’, né esistono ‘regolamenti comunali’ in tal senso. Quella leghista è quindi una speculazione bella e buona, ancora una volta sulla pelle dei più deboli, italiani e stranieri, fondata su vere e proprie falsità. Tutto per continuare ad alimentare quel clima di odio e di contrapposizione con lo straniero, regolare o irregolare che sia, che è il ‘brodo di coltura’ del loro successo elettorale.”

“Mentre ci aspettiamo dal sindaco Cenni una ferma presa di distanza da questo genere di iniziative” - conclude Nosi - “di fronte ad una situazione del genere, dove la disinformazione è arma sistematica, è fondamentale che i cittadini sappiano come stanno veramente le cose, ed è dovere civico di tutte le forze del centrosinistra mobilitarsi con una vera e propria azione di controinformazione, che sveli finalmente ai cittadini l’imbroglio leghista!”
Sinistra RossoVerde Prato

Giovedi 22: Rifiuri e termovalorizzatore

Con l'Assessore Taiti per parlare di "rifiuti"

Il Gruppo Provinciale, con la segreteria UDC di Prato, vi invita ad un incontro con l'assessore del comune di Montale., avvocato Lisa Taiti, per parlare dell'impianto di smaltimento di Montale, il quale condiziona le politiche provinciali sullo smaltimento dei rifiuti della Piana ed è stato oggetto di non poche polemiche circa la sicurezza ambientale(fra l'altro la vicinanza con la Provincia di Prato obbliga la dovuta attenzione)
L'Assessore all'Ambiente Taiti prima di ricoprire tale incarico si è da sempre occupata in prima persona di tematiche relative all'ambiente, dimostrandosi particolarmente sensibile alle istanze dei cittadini.


Nella foto: Lisa Taiti
nata nel 1974 - Avvocato
Ruolo e competenze:
Assessore con funzioni relative a: Sviluppo Economico, Attività Produttive, Ecologia ed Ambiente.

venerdì 9 aprile 2010

la Sinistra: L’urbanistica e il “mercato delle vacche”

Riceviamo e pubblichiamo il piccante articolo della Sinistra Rosso Verde.

Bellandi: “Il centrodestra pratese cementifica con le regole elaborate dal centrosinistra.

“Quando in campagna elettorale, soprattutto nei dibattiti asserivamo che potevano cambiare i colori ma le politiche sarebbero rimaste le stesse alcuni ci guardavano con stupore ed ironia.” Questa la prima riflessione di Renzo Bellandi, leader di Sinistra RossoVerde e ex candidato a sindaco, sulle polemiche di questi giorni tra l’assessore Cenni e il consigliere Donzella in merito al progetto che interessa l’area verde in via Favini.
“Leggendo invece la proposta dell'assessore Cenni riguardante la zona San Marco/Ciliani ci viene da ricordare a tutti invece quanto avessimo ragione. Noi non cadiamo nella trappola dei numeri, e vogliamo invece porre l'accento e il dito sulla vera incapacità nell'offrire idee alternative alla città.” continua Bellandi.
“A Prato o si cementifica o si cementifica, e noi a questa logica abbiamo più volte detto no. Abbiamo criticato in tempi non sospetti proprio quel meccanismo della ‘perequazione’ introdotto dal centrosinistra che oggi dimostra di essere, nel tessuto urbano pratese, il grimaldello per un ulteriore consumo di suolo libero, in quello che rischia di diventare un vero e proprio ‘mercato delle vacche’ urbanistico, dove a fronte di benefici tutti da verificare – in questo caso, il ‘recupero’ nella zona di S.Marco – si garantisce l’ennesima speculazione immobiliare.”
“Certo, vien da chiedersi dove sta la cultura ‘ambientalista’ che il sindaco Cenni ha più volte sbandierato in campagna elettorale. Francamente, non la vediamo, e se questo deve essere l'inizio siamo partiti molto male. L'ambiente non si baratta!”
Sinistra RossoVerde Prato

lunedì 22 marzo 2010

La Lega, oltre che sulla pelle dei migranti, fonda la sua campagna elettorale prendendo in giro i lavoratori!

COMUNICATO STAMPA

La Lega, oltre che sulla pelle dei migranti, fonda la sua campagna elettorale prendendo in giro i lavoratori!
Nosi: “Tosoni e compagnia ci spieghino come mettere d’accordo la difesa dei lavoratori con gli attacchi ai loro diritti che in Parlamento i leghisti appoggiano a piè sospinto!”

Prato, 19/03/10

Lanfranco Nosi, di Sinistra RossoVerde, interviene in merito alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal commissario provinciale della Lega Nord, e candidato in regione, Tosoni, i merito alla presunta difesa dei lavoratori italiani che sarebbe fatta dal movimento ‘padano’.
“Ci chiediamo come Tosoni possa affermare letteralmente che la Lega vuole ‘che il lavoro sia sicuro sotto tutti i punti di vista e soprattutto che il lavoro ci sia’ (fonte ilToscano.org), salvo poi avallare in Parlamento tutti i provvedimenti che hanno destrutturato i rapporti di lavoro, fino all’approvazione del più recente ‘collegato sul lavoro’, che di fatto svuota l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori!”
“La Lega, in questo modo, continua il suo vergognoso cerchiobottismo, sulla pelle dei lavoratori, dopo averlo fatto strutturalmente su quella dei migranti: da una parte, si presentano come i difensori del ‘posto di lavoro’, dall’altra contribuiscono realmente ad aumentare precarietà, disoccupazione, sfruttamento!” – continua Nosi. – “Tosoni e compagni lo spieghino, alla cittadinanza e agli operai che incontrano nei loro tour! Magari, spieghino anche perché il sindaco che loro appoggiano non porta gli stabilimenti che ha in Cina o in Messico qui a Prato, per ‘chiudere’ la famosa filiera e ridare qualche centinaio di posti di lavoro!”

mercoledì 10 marzo 2010

Mobilità: la nuova LAM....inizia la bagarre

da il Tirreno del 10/03/10

Peris e Manzan molto critici, Mosca possibilista, atteggiamento soft di Taiti, Bus, i quartieri bocciano il piano
Incontro tra l’assessore Caverni e i presidenti di Circoscrizione

MARIA LARDARA
PRATO. Si sposta una tessera di qua, se ne mette una di là. Una fermata in più a San Paolo, una in meno in centro, ma tanto la musica non cambierà per Tobbiana, Tavola e Casale. E’ difficile comporre il mosaico del trasporto pubblico incastrando tutti i tasselli del nuovo piano della mobilità.
Quello che ieri mattina l’assessore Roberto Caverni ha servito sul piatto dei 4 presidenti delle circoscrizioni: Massimo Taiti (Centro), Luisa Peris (Sud), Giovanni Mosca (Ovest) e Alberto Manzan (Nord), mentre in rappresentanza della Est era assente Alessandro Ciardi. E se l’assessore Caverni ha messo subito le mani avanti, precisando che quella sul tavolo è soltanto una bozza, vero è che i tempi stringono in vista della gara europea che, nel giro di due o tre mesi, riaffiderà il servizio del trasporto pubblico a un nuovo gestore. E visto con gli occhi di chi si misura quotidianamente con i problemi del singolo quartiere, quel piano è l’ennesimo pugno nello stomaco per Luisa Peris. L’ennesimo per Peris che si toglie un sassolino dalla scarpa anche nei confronti della vecchia amministrazione. «Ai 44mila residenti della Sud era stato chiesto di aspettare la fine del contratto con l’attuale gestore per rivedere i percorsi delle Lam e degli autobus. E ora si scopre che con il piano dell’attuale giunta, si rimette mano a tutti i “colori” delle Lam, tranne quella rossa, il cui tragitto resta sostanzialmente invariato. Manca un autobus che collega Tavola, Tobbiana e Casale. Da Castelbuono non ne passa nemmeno uno». Deludente, insomma, il riassetto del trasporto urbano che gli abitanti di quelle frazioni aspettavano a gloria. «Non si chiede un autobus in più per fare visita a un parente, come sostenuto da Caverni, ma - puntualizza Peris - di collegare la periferia alla rete dei servizi di primaria importanza, come il punto prelievi a Casale». E se gli altri colleghi presidenti porteranno le ipotesi di variazione in sede di commissione e consiglio circoscrizionale (tranne Taiti, per cui «i cambiamenti sono minimi»), Peris farà di più. «Ne discuterò in assemblea pubblica con i cittadini».
La cautela di Mosca. Lam verde fino al Guado e Lam blu fino a San Paolo (non passerebbe più dal parcheggio scambiatore Nenni), nella zona dove sorgerà il nuovo ospedale. E il numero 9 che farebbe capolinea al centro Giovannini. In quel di San Paolo e Maliseti, non andrebbe così male stando alla nuova geografia del trasporto pubblico. Ma Mosca preferisce andarci piano: «Troppo presto per esprimere giudizi, mi confronterò in Circoscrizione».
Prospettive incerte. Una nuova linea al posto della Lam viola, per chi abita nei paraggi di via dei Gobbi. «Passerebbe anche da via Tirso, così da deviare il percorso del numero 12. Più che venire incontro ai residenti, questa variazione - fa notare Manzan - servirebbe a snellire il traffico della Lam viola fino a Montemurlo». Ma la domanda che si fa il presidente della Nord è un’altra. «Quella presentata ieri è un’operazione a costo zero per l’assessorato, all’insegna di una razionalizzazione del servizio. Dove sono gli investimenti in una visione di lunga scadenza per il trasporto pubblico?».
Meno autobus in centro. Linea soft per Taiti. «Il piano della mobilità non è una ‘rivoluzione’. Non stravolge i percorsi attuali. E - fa notare - meglio che la Lam verde si fermi in San Domenico e non in piazza Delle Carceri, visto che l’utenza maggiore ruota intorno al centro Giovannini».

martedì 9 marzo 2010

Forum dei giovani: basta chiacchiere! Venga attivato subito!

riceiamo e pubblichiamo:

Bellandi: “Il Forum dei giovani è uno strumento già previsto e regolamentato: che lo si attivi subito e si faccia partecipare alla sua ridefinizione!”


Tocca a Renzo Bellandi, leader di Sinistra RossoVerde, commentare le indiscrezioni di stampa di questi giorni sullo stop al processo di costituzione del Forum dei Giovani a Prato, che ha visto mobilitate molte aggregazioni spontanee di ragazze e ragazzi della nostra città, fenomeno nuovo ed estremamente positivo a cui tutti i soggetti politici presenti in città dovrebbero guardare con estremo interesse senza strumentalizzazioni o critiche becere.
“Ci piacerebbe sapere qual è la riflessione dell’assessore Silli in merito al progetto di costituzione del Forum Giovani cui si accenna nell’articolo di Carlandrea Adam Poli pubblicato nei giorni scorsi, ed avere più chiare le motivazioni dello stop improvviso ed imprevisto denunciato anche recentemente dai giovani di ‘Libertà è Partecipazione’ e ribadito dall’assessore. E’ veramente un problema di ‘schieramento’? Perché se così fosse, ci troviamo di fronte ad una concezione ben strana della ‘partecipazione’, per quanto il segnale inviato con Officina Giovani dia molto da pensare!” fa rilevare Bellandi.
“Eppure, l’attivazione del Forum dei Giovani, organismo già previsto e strutturato secondo un regolamento a tutt’oggi valido, non dovrebbe essere procedura così complessa, visto che dovrebbe essere necessaria la semplice delibera del Consiglio Comunale, senza passaggi particolari.” Nota Bellandi: “Fra l’altro, si verifica la curiosa situazione per cui, nonostante il regolamento preveda che il Forum venga rinnovato entro sei mesi dall’insediamento del Consiglio, ad oggi sembra tutto in alto mare!”
“Certo che quello definito nel 2004” continua Bellandi “è un organismo che sovrarappresenta organizzazioni di partito e rappresentanze economiche, ma rimane comunque un passaggio interessante, visto che lo stesso Forum potrebbe partecipare attivamente ad una sua riforma, come appunto previsto sempre dal regolamento.”
“Per questo” conclude Bellandi “ci appelliamo alle forze presenti in consiglio comunale affinché provvedano nel più breve tempo possibile a sanare questa situazione, e a dare ai tanti giovani, che proprio in questi giorni stanno facendo sentire ad alta voce la loro voglia di partecipare attivamente alla vita della città, un adeguato strumento di rappresentanza! Certo che, se la volontà dell’attuale maggioranza ”

Sinistra RossoVerde Prato
Staff Comunicazione

giovedì 25 febbraio 2010

valore della città storica e i luoghi della trasformazione

In risposta alla lettera dell'Architetto Luigi Zola uscita su Il Tirreno di oggi (pag. 8)

Caro Luigi ,
ho apprezzato molto il tuo contributo al dibattito cittadino apparso oggi , (Il Tirreno 25.02.2010) , sul valore della città storica e sui luoghi della trasformazione . Riflessione , la tua , che passa attraverso l'istituto del "concorso" sia esso di "idee" che di "progettazione" , sempre e comunque finalizzato alla città "costruita" .
Certo , concorsi di tal genere devono essere banditi con maggior frequenza , ma su presupposti della trasparenza , della partecipazione e dell'indipendenza della giuria . E come ben suggerisci per ottenere tutto ciò non si può né improvvisare un concorso , né tanto meno limitarlo al comprensorio italiano , peggio se fosse quello esausto di una regione o di una provincia italiota (sic.).
Un Master Plan, allora, potrebbe essere il giusto compromesso fra impegno dell'Amministrazione e successivo Concorso di idee e di progettazione con giuria internazionale ; questo binomio potrebbe garantire l'impegno amministrativo (stanziare risorse , nel mentre si concorda con la Provincia e con la Regione budget e finanziamenti ad hoc) e livello assolutamente alto delle idee e dei progetti richiesti a fine processo .
Per fare ciò , però , non si possono riesumare vecchi percorsi attualizzati dall'Università di Firenze , quasi un decennio fa . Il WorkShop di cui parli rappresenta un buon esercizio , ma non una base di lavoro professionalmente e proceduralmente corretta per le esigenze che la Città si trova ad affrontare nel 2010 .
L'Urbanistica Futura della città di Prato ha necessità di riportare la "cultura" prima di tutto fra la classe dirigente ; dunque , seguendo la tua logica , prima di tutto , fra noi architetti (ingegneri , geometri etc.) .
Mi trovi , perciò , pienamente d'accordo : c'è bisogno di svecchiare il mestiere per tornare ad essere utili alla Città , allontanarsi dalle logiche speculative .
L'architettura può tornare ad essere un faro , ma deve tornare ad essere "etica" . Abbiamo dato prove di ben poca qualità nel saper trasformare il territorio (!) in quest'ultimo decennio . Responsabilità delle Amministrazioni che ci hanno preceduto ? Certamente , ma consenzienti i professionisti . La logica era la solita : il mattone , non la sostenibilità .
Dunque, concludendo , vogliamo affrontare l'Urbanistica del Futuro di Prato ? Ben vengano i Concorsi preceduti da Master Plan , ma prima o contemporaneamente dobbiamo rifondare la cultura dell'Architetto e dell'Architettura a Prato senza sconti per nessuno . Qualcuno sa rinunciare ad un incarico ?
Il presupposto per tornare a parlare di necessità dell' "architetto" , per la Comunità , è la "sotenibilità integrale" , economico-finanziaria , sociale , ambientale ed energetica dell'architettura . Questo significa tornare ad essere architetti sani e fare architettura per il futuro sapendo governare la complessità .
Caro Luigi , dobbiamo ripartire da una "sana autocritica" della classe professionale di questa città : eticamente siamo un poco scaduti ... Gli architetti , fino ad oggi , si limitano a "pretendere" di vincere concorsi e a fare "belle tendine" tanto da essersi resi responsabili dell'invivibilità della città (sic) ... Forse , è l'ora di tornare tutti a scuola ! Visto che ci siamo dimenticati cosa significhi "urbanistica a servizio della città" .

Filippo Boretti Architetto
Coordinatore Commissione Cultura Ordine Architetti Prato

lunedì 22 febbraio 2010

“Il modello del Social Housing per risolvere l’emergenza abitativa”

Querci (Udc): “Il modello del Social Housing per risolvere l’emergenza abitativa”

da notiziediprato

case Una terza via per risolvere il problema casa ed il ritorno ad una cassa di risparmio dei pratesi. È quanto auspica Francesco Querci, capogruppo dell’Udc in Provincia. “Il problema della casa - sostiene -non è più affrontabile a lungo termine secondo lo schema classico del mercato immobiliare per i percettori di stipendio, e dell’edilizia pubblica residenziale per le classi povere della società”. Per questo l’esponente centrista rilancia una proposta, già lanciata ai tempi della campagna elettorale per le amministrative 2009 “C’è bisogno di una terza via, che integri quella ordinaria del mercato e quella straordinaria dell’edilizia pubblica, e questa via si chiama Social Housing”. E specifica Querci “L’abitazione sociale ha come riferimento non le classi più povere, ma le nuove classi sociali intermedie, legate all’ingresso nel mondo del lavoro (studenti e ricercatori universitari, giovani single o coppie con lavori interinali ed in mobilità) e all’uscita dal mondo del lavoro (che non hanno potuto accumulare riserve per il bene casa), alla mobilità lavorativa (terziario avanzato e dei servizi) e alle necessità di assistenze socio-assistite, infine all’immigrazione”.
Due gli strumenti politici da attivare: “un Fondo di Investimento Etico per il recupero di immobili o per la loro costruzione, ed una Fondazione per il Social Housing capace di gestire l’investimento e l’abitare, da affiancare all’Edilizia Residenziale Pubblica”. Con una possibilità d’intervento immediata nella materia da parte della Provincia di Prato “tramite il Pin. e lo stesso Creaf - prosegue nella nota - potrebbe ben promuovere studi, ricerche e progetti pilota su di un moderno social housing in una delle realtà sociali più in fermento dell’Italia”. Querci lancia un’idea anche per promuovere lo sviluppo economico: “Bisogna stimolare, poi, tutte le forze imprenditoriali pratesi, e questo va nella direzione di reincardinare a Prato un istituto di risparmio e di credito dei cittadini”. Tutto questo in un’ottica di dialogo politico molto caro all’Udc “Se in Provincia e se a Prato vogliamo sviluppare un nuovo modello di politica sociale, frutto del dialogo tra maggioranza ed opposizione, credo che ci sia la ricchezza e la possibilità per mettersi ad un tavolo e individuare percorsi condivisi”. (c.a.p.)

La politica sociale del Comune e della Provincia di Prato

Vorrei entrare nella questione sollevata dal Consigliere Biffoni, ripresa dall’Assessore Silli circa il problema sociale dell’integrazione, nonché dal Consigliere regionale Magnolfi.
L’”integrazione sociale” è entrata nell’era dello “sviluppo sostenibile” e questo “sviluppo” non può essere altro che “integrale”, non ci possono essere differenze di principio fra cittadini italiani e stranieri nel mondo globalizzato; ed è affrontabile su area vasta.
Resta supremo il valore della persona e questo non esclude affatto il rigore nel far rispettare regole e norme, ma ciò senza fratture nella società con nuove insopportabili regole.
Sempre di più la nostra società e, dunque, Prato dovrà imparare a convivere con situazioni di crisi che metteranno in discussione modelli di convivenza consolidati. Le risposte migliori arriveranno da sistemi aperti in cui i valori – non messi in discussione – saranno la solida base delle diversità culturali, etniche, religiose, generazionali.

Il problema della casa non è più affrontabile a lungo termine secondo lo schema classico del “mercato immobiliare” (privato), per i percettori di stipendio, e dell’“edilizia pubblica residenziale” (pubblico), per le classi povere della società (ISEE). Gli stipendi non sono più rapportabili ai valori degli immobili e le risorse delle Pubbliche Amministrazioni non sono più capaci di ristabilire un giusto equilibrio fra chi possiede e chi non può avere un bene primario quale quello dell'abitazione di proprietà.
C’è bisogno di una “terza via” che integri quella ordinaria del mercato e quella straordinaria dell’edilizia pubblica, e questa via si chiama “Social Housing”. L’“abitazione sociale” ha come riferimento non le classi più povere, ma le nuove classi sociali “inter-medie”, legate all’ingresso nel mondo del lavoro (studenti e ricercatori universitari, giovani single o coppie con lavori interinali ed in mobilità) e all’uscita dal mondo del lavoro (che non hanno potuto accumulare riserve per il bene casa), alla mobilità lavorativa (terziario avanzato e dei servizi) e alle necessità di assistenze socio-assistite, infine all’immigrazione.

Se in Provincia e se a Prato vogliamo sviluppare un nuovo modello di politica sociale, frutto del dialogo tra maggioranza ed opposizione, credo che ci sia la ricchezza e la possibilità per mettersi ad un tavolo e individuare percorsi condivisi.

Credo che la crisi ci spinga anche a questo, mentre dobbiamo dare nuove risposte, concrete e percorribili, come un Fondo di Investimento Etico per il recupero di immobili – o per la loro costruzione – ed una Fondazione per il Social Housing capace di gestire l’investimento e l’abitare, da affiancare all’Edilizia Residenziale Pubblica.
Stimolare, poi, tutte le forze imprenditoriali pratesi, va nella direzione di re-incardinare a Prato un Istituto di Risparmio e di Credito dei Cittadini.
La Provincia di Prato – tramite il P.I.N. e lo stesso CREAF – potrebbe ben promuovere studi, ricerche e “progetti pilota” su di un moderno social housing in una delle realtà sociali più in fermento dell’Italia; in cui la mobilità già presente e dove l’immigrazione, con problemi di affitto e di mutui non pagati, sono sempre in aumento, mentre le giovani generazioni – così come le vecchie – sono in cerca di sistemazioni non potendo accedere al mercato immobiliare, quanto all’edilizia pubblica popolare.

Per questo motivo non sono ammissibili politiche spot, lanciate in campagna elettorale, se non argomentate con una storia e con dei programmi seri.

In questo modo operiamo per l’interazione fra classi sociali diverse e l’integrazione fra cittadini italiani e stranieri, in altro modo ogni politica è votata al fallimento perché di piccolo respiro.

Francesco Querci
Segretario Comunale e Consigliere Provinciale Prato
Unione di Centro

martedì 9 febbraio 2010

"L'assessore Cenni e la giunta dicano chiaramente che progetti hanno per l'urbanistica pratese!"

"A mesi dall'insediamento, ancora non si è capito quale sia il 'disegno' per Prato!"

"Saremmo curiosi di sapere a cosa stia lavorando la giunta in termini di pianificazione urbanistica, e di quale 'nuovo piano strutturale' vada cianciando l'assessore Cenni, visto che nella scorsa legislatura è passata solo la variante sulla declassata!" Così interviene Lanfranco Nosi, di Sinistra Rossoverde, a seguito delle dichiarazioni dell'assessore Gianni Cenni.
"Ad oggi, sembra di essere ancora in campagna elettorale, dove si infila tutto e il contrario di tutto. Bastioni, Macrolotto zero, ex Banci, etc, ma senza una visione unitaria. Prato ha invece necessità di un nuovo Piano Strutturale, costruito attraverso un vero percorso partecipativo - e non banalmente consultivo o manipolativo!"
"Eppure, l'Urban Center, che già precedentemente a poco è servito, è completamente defunto" continua Nosi "Di processi partecipativi nemmeno l'ombra, di progetti concreti - sul campo - di riqualificazione urbana non se ne parla nemmeno. Nel frattempo si (s)ragiona di fantasiosi interventi 'preventivi' per il centro storico e di poco altro. Sull'ex Banci, sembra di assistere alle ripicche tipiche dei bambini in età prescolare. Le periferie continuano nel loro sviluppo informe e il territorio si impoverisce ulteriormente."
"In questo contesto, riproponiamo con forza le nostre linee guida, 'silenziate' in campagna elettorale da una competizione artatamente bipolare" - chiude Nosi - "Urbanistica partecipata, stop al consumo di territorio, ri-creazione di nuovi spazi pubblici e di aggregazione, valorizzazione dei 'piccoli centri' della periferia cittadina, rivitalizzare il centro storico senza trasformarlo in un 'centro commerciale'. E per l'ex Banci, il recupero della bellissima struttura nel quadro della realizzazione di un Centro di Cultura Sinica, in stretta collaborazione con la comunità cinese."

Sinistra Rossoverde

martedì 2 febbraio 2010

UDC-Querci: Replica a Tosoni (Lega Nord)

Questa la nostra replica ad un simile disorientamento del consigliere leghista, che mescola compiti istituzionali dell'amministrazione, l'azione di un partito (non confessionale), il ruolo di un Vescovo e mostra lacune sull'azione di volontariato nella nostra città.

UDC PRATO

“Il doppio attacco, riportato questa mattina da alcuni quotidiani locali, della Lega nei confronti della Chiesa Cattolica di Prato e dell'Unione di Centro impone un chiarimento all'interno della stessa coalizione comunale a sostegno del Sindaco Roberto Cenni.

L'arroganza politica espressa dalla Lega, in questo frangente, è ben più di un'intemperanza pre-elettorale; essa, evidentemente, ritiene se stessa l'unica depositaria della politica del rigore, negando l'azione politica messa in atto dalla Giunta Cenni, ben più ampia del semplice contrasto alla criminalità (sic.).
Non è un caso che i segnali mandati dal Sindaco di Prato, negli ultimi tempi, alla società civile, alle stesse opposizioni e, indirettamente, al mondo ecclesiale sono in vista di un ampio coinvolgimento della Città per rispondere alla crisi socio-economica "solidalmente".

In politica, questo significa privilegiare le istituzioni del dialogo, ovvero quelle realtà che, da sempre impegnate indistintamente e indifferente nei confronti di tutti (soprattutto dei poveri e dei bisognosi, delle famiglie come delle singole persone), oggi, più che mai, si stanno adoperando senza misura (senza se e senza ma) e stanno mettendo a disposizione di tutti risorse proprie, economiche e umane; dunque, in primis, la Chiesa Cattolica, la quale agisce tramite la Caritas Italiana (Onlus) e il ricco e variegato associazionismo cattolico (San Vincenzo De Paoli, Misericordie, UNITALSI etc.).

Questo "settore" della società italiana – non solo un’Istituzione –, e in particolare pratese, ricco di virtù religiose e di valori quali la solidarietà e l'accoglienza, permette all’odierna Giunta Cenni - dunque agli stessi spavaldi signori della Lega - una politica del rigore senza derogare dalla giustizia sociale e dal rispetto della dignità umana tout court; o se si preferisce, di non derogare da un serio programma politico volto non al semplice contrasto alla delinquenza (da notare che i maggiori frequentatori delle patrie galere sono ancora gli italiani, poi in secondo luogo i rumeni, poi gli albanesi, infine gli africani fra cui sempre fra i primi si trovano non i sub-sahariani, ma i marocchini; mentre, alla Dogaia di Prato, abbiamo un nutrito numero di cinesi) ma a ristabilire giustizia sociale, dove mancante, e dignità della persona umana.

Il "rigorismo" della Lega, abbandonato a se stesso, non opera per il Bene Comune; è come credere che il semplice contrasto alla criminalità risolva i problemi d'Italia, della Toscana e di Prato (sic). Nessuno con un minimo di conoscenza della storia, dei fatti e dei problemi italiani e pratesi può dar credito ad una visione politica così ristretta e spesso - come dimostra il doppio attacco odierno – volgare.
A Prato , di fatto, le fasce povere della città, siano esse cittadini italiani che stranieri, intra ed extra Unione Europea, si rivolgono ampiamente alla Caritas Italiana della Diocesi di Prato, non ad un Partito, tanto meno alla Lega, così come ai numerosi centri di ascolto parrocchiali e alla stessa opera vincenziana (Società e Conferenze San Vincenzo de Paoli), i quali nel silenzio dei più collaborano ampiamente con gli assistenti sociali – e ad ogni altra istituzione, quali gli stessi Assessorati alla politiche sociali o alla Croce Rossa Italiana - rendendo di fatto un servizio sussidiario, essenziale e incontrovertibile, a tutta la cittadinanza evitando contrasti altrimenti pericolosi per la società civile pratese.
Con tutta franchezza, la Lega sta esacerbando un doloroso e annoso problema di convivenza in una situazione di crisi socio-economica tutto volto al proprio interesse pre-elettorale, non volto al Bene Comune.

Infine, l'azione politica silenziosa, costante e operosa messa in atto dall'Unione di Centro, in appoggio alla Giunta Cenni, mostra come il piccolo partito laico, con ben sedimentati valori e riferimenti cristiani, non abbia sgomitato all'interno del Consiglio Comunale, ma si sia reso garante di una funzione fondamentale – in una moderna democrazia – di dialogo sia fra i medesimi alleati che con le opposizioni, avendo un’unica discriminante, di nuovo, il Bene Comune: funzione – la nostra – ben più essenziale, di vero servizio alla politica, alla società, alla buona amministrazione della cosa pubblica, in vista del futuro e non dell’immediato tornaconto elettorale.

I problemi di Prato - dell'Italia e della nostra regione - sono così ampi e complessi che le posizioni della Lega mostrano tutta lo loro limitatezza, ed esigua lungimiranza politica, mentre le politiche sociali ed economiche rettamente intese, quindi rivolte al Bene Comune, impongono ben più del rigore estremo e immediato, quanto la capacità di mantenere una società civile accogliente, forte nel contrasto alla criminalità, ma coesa.

Una forza politica come l’Unione di Centro, oggi, mostra tutta la sua valenza a servizio della politica e della società; fa politica seria e di “rigore”, non mancando però alla salvaguardia del Bene Comune; mentre la Lega deve spiegare quali sono le sue risorse e le sue politiche a riguardo”.

Francesco Querci
Segretario Comunale UDC Prato

sabato 23 gennaio 2010

Dopo Beltrame, oggi tocca a Cenni (quello nr. 1)

In questi giorni continua l'attacco della Sinistra Rosso Verde alla Giunta. Dopo il rovente attacco alla Beltrame, oggi tocca al primo cittadino Cenni.
Una sinistra scatenata che praticamente dispensa condanne nel comunicato sull'operato della giunta.
Il freddo pungente di questi giorni e il "frizzino" delle regionali riaccende la voglia di riscaldarsi della sinistra, invero più taliente nelle parole del suo estremo che in quelle della sinistra "che conta", evidentemente più distratta a organizzare cene con l'assessore regionale alla sanità.


Riceviamo e Pubblichiamo

Di male in peggio! Cenni si colloca nel peggior solco delle amministrazioni precedenti!Bellandi: “Vuote promesse, alberi tagliati, centro storico riaperto al traffico, e chi più ne ha più ne metta: Cenni è il degno prosecutore, in peggio, delle politiche delle passate amministrazioni”


Prato, 23/01/10


“Il taglio degli alberi in via Pomeria di ieri è forse la ciliegina sulla pessima torta (o panettone) propinataci in questi primi mesi dell’amministrazione Cenni, che fa la giusta accoppiata con le dichiarazioni trionfalistiche sull’inserimento dell’Interporto tra i centri intermodali di interesse nazionale.” Ironizza così Lanfranco Nosi, di Sinistra RossoVerde. “Sicuramente, il taglio degli alberi si inserisce nelle ‘magnifiche’ politiche per la ‘riqualificazione’ del centro storico e delle zone limitrofe, egregiamente rappresentate anche dalla scellerata decisione di riaprire parte della ZTL al traffico.”
“Certo che Prato, così, diventerà molto più ‘gradevole’: i visitatori che usciranno a Prato Est, ad esempio, si troveranno il Pecci da una parte, e un McDonald’s all’ombra di un deposito bus dall’altra” – continua Renzo Bellandi, leader della formazione politica pratese. “Scherzi a parte, tra vuote promesse, alberi tagliati, centro storico riaperto al traffico, e chi più ne ha più ne metta, Cenni è il degno prosecutore, in peggio, delle politiche delle passate amministrazioni.”
“Dovrebbe essere già evidente a tutti” incalza Nosi “che questa giunta e questa maggioranza non solo non riescono ad esprimere una idea compiuta di città che vada oltre la soddisfazione dei peggiori umori dei pratesi, ma che su argomenti quali l’urbanistica, la gestione dei rifiuti, l’ambiente oscilla tra il clamoroso silenzio e il plauso alle scelte della giunta precedente. Alcuni banali esempi: le dichiarazioni entusiastiche dell’assessore Cenni alla presentazione della colata di cemento sulla zona del Soccorso, figlia della pessima Variante anticipatoria sulla Declassata, così come l’innalzamento della progettata torre di Esselunga sull’area dell’ex Pratilia. E che dire della ‘geniale’ trovata dell’ipotetica destinazione del deposito CAP dove la giunta Romagnoli voleva collocare il deposito tram, giusto per aumentare la cementificazione della zona (e in cambio di cosa, ci si chiede? Che forse alle Badie il Comune consenta una ennesima speculazione edi
lizia?). E ora, nella migliore tradizione ‘ambientalista’ rappresentata dall’ex ‘assessore al taglio’ Curcio, non si trova di meglio che tagliare alberi per fare parcheggi.”
“Nel frattempo” chiude Bellandi “si continua a gettare fumo negli occhi della gente con proclami, con regolamenti per il commercio palesemente xenofobi, con le continue richieste di un CIE assolutamente inutile, che ovviamente però la giunta non vorrebbe mai a Prato. E quelli, fantastici, su Gonfienti, che sarà anche tanto cara al sindaco, ma che con l’Interporto non va molto d’accordo. Insomma, questa città, con la maggioranza di centrodestra, sta andando veramente di male in peggio!”
Sinistra RossoVerde Prato

mercoledì 2 dicembre 2009

UDC: Opedale vecchio;Universitè per rilancio del centro

L'Udc favorevole ad un'ipotesi di insediare l’Università al posto dell’attuale ospedale

pratoblog.it

Prato, 1 dicembre 2009 - «Si accende il dibattito in città sull'area dell'Ospedale. L'Udc, conformemente al proprio programma elettorale, resta favorevole ad un'ipotesi di insediare l’Università al posto dell’attuale Ospedale, così come emerso in questi giorni anche sulla stampa cittadina. L’area dell’attuale Ospedale, accogliendo un serio investimento in cultura, un polo universitario ben strutturato ed organico alla città, può essere l’occasione di una profonda riqualificazione del centro storico cittadino, ma anche un decisivo investimento per il futuro di Prato e del suo territorio.
Certo, per il centro storico di Prato l’occasione non andrebbe persa se si pensa che l’università diventerebbe il motore di una riqualificazione urbana e lo stimolo per un vero e proprio "parco" all’interno delle mura cittadine: un investimento ed uno stimolo ad un’integrazione sociale di alto livello, anziché di semplice ed unica manovalanza.
Una reale presenza dell’Università a Prato e una forte spinta all’accoglienza straniera qualificata sono passi decisivi verso la rigenerazione strategica di Prato e il suo territorio; per questo buona parte degli attuali volumi, messi disposizione dall’Ospedale, andrebbero recuperati per un moderno Social Housing Sostenibile in funzione dell’ospitalità temporanea di studenti e di ricercatori universitari qualificati, sia essi italiani che stranieri, mentre il nuovo Polo Universitario dovrebbe chiudere partnership con le migliori università dei paesi stranieri delle comunità più significative presenti a Prato (recuperando anche il vero ruolo del Creaf).
Francesco Querci, Consigliere Provinciale Udc».

lunedì 26 ottobre 2009

Una passerella sul Bisenzio!!



da www.notiziediprato.it

Un collegamento pedonale in zona San Martino per allacciare a livello fluviale il complesso delle piste ciclabili e dei percorsi presenti sulle due sponde del Bisenzio.


Questo, nella sostanza, il progetto nero su bianco presentato dal Popolo della Libertà nella Circoscrizione Nord ed inviato per le opportune valutazioni al Sindaco Cenni. Un progetto che ha subito trovato l’appoggio del
consigliere provinciale Pdl Sergio Toccafondi, che si è detto pronto a presentare una mozione in Provincia per promuovere l’iniziativa: “Il Bisenzio merita senza ombra di dubbio un profondo risanamento – afferma Toccafondi – e la costruzione della passerella potrebbe essere il primo passo per un recupero totale del fiume per inserirsi, così, nel progetto di valorizzazione del Parco fluviale sul Bisenzio.”“La passerella – spiega il capogruppo PDL Daniele Palitta – verrebbe costruita ad altezza fiume. Essa offrirebbe, pertanto, la sommità asciutta e percorribile nei momenti in cui il Bisenzio non è in piena e quindi per oltre il 90% dei giorni dell’anno. Essa – continua Palitta – oltre a fungere da agile collegamento pedonale tra le due rive, vorrebbe anche essere un modo per aumentare la presenza dei cittadini negli innumerevoli spazi verdi a ridosso degli argini del Bisenzio. Queste aree a bassa quota sono ad oggi abbandonate a sé stesse e lasciate il più delle volte in balia di spacciatori ed altri delinquenti. La realizzazione della passerella, inserita in un progetto più globale di recupero, riqualificherebbe così tali aree.”“La passerella in questione avrebbe un costo estremamente ridotto – spiega il consigliere circoscrizionale PDL Roberto Giugni – in quanto verrebbe costruita in un tratto particolarmente favorevole. Essa verrebbe, infatti, posizionata tra il ponte di Santa Lucia ed il ponte Datini, esattamente a San Martino, dove il Bisenzio si allarga ed il flusso si riduce di profondità. Qui – continua Giugni – le sponde ed il letto del fiume portano ancora i segni di un vecchio guado che collegava San Martino con la base della salita della Villa del Palco. Il transitabile guado fluviale è inoltre ancora collegato alle sommità d’argine da agevoli rampe sterrate.”“Crediamo – concludono i tre esponenti del Pdl – che questo progetto possa presentare l’inizio di un risanamento complessivo di tutto il tratto del Bisenzio da Santa Lucia a Gonfienti. Esso dovrà comprendere il totale recupero degli argini e delle banche interne per creare un sistema di verde pubblico, fatto di passaggi, di percorsi e di aree di intrattenimento e di svago. Tale sistema dovrà, poi, essere pienamente integrato con la città così da delegargli molte delle esigenze di vita all’aria aperta della popolazione pratese.”

mercoledì 21 ottobre 2009

"Il centrodestra al governo? Capace solo di fare promesse da marinai

Prato, 21/10/2009

"La cronaca dell'assemblea organizzata dal PDL alla Circoscrizione Sud, ed in particolare degli interventi del vicesindaco Borchi, è l'ennesima dimostrazione che il centrodestra ha fatto promesse "da marinai", in campagna elettorale, che sapeva già di non poter mantenere! o l'ora che i cittadini se ne rendano conto!"
Questo il duro commento di Renzo Bellandi, ex candidato a sindaco per Sinistra RossoVerde. "Che i finanziamenti del PIUSS fossero legati ai progetti presentati dalla precedente amministrazione era risaputo, e doveva essere ben chiaro anche ai consiglieri dell'allora minoranza. Nonostante questo, più di una volta l'attuale sindaco si era dichiarato contrario al progetto e per bloccare la realizzazione dell'intervento."
Stesso discorso per il deposito CAP. "Con un progetto esecutivo in mano, e tutte le autorizzazioni necessarie, era chiaro a tutti che non sarebbe stato così scontato bloccarne la realizzazione. Ma si è preferito adulare i comitati, piuttosto che affrontare seriamente il problema. E, sul discorso tramvia, prepariamoci ad altre sorprese, perché anche in quel caso c'è da fare i conti con dei finanziamenti già ottenuti"
"La ciliegina sulla torta" - aggiunge Lanfranco Nosi -"è però sicuramente la dichiarazione di Borchi sull'inceneritore di Baciacavallo. Nonostante la promessa attenzione, siamo alle solite dichiarazioni della passata amministrazione sui dati ARPAT e sulla "necessità" dell'impianto per il sistema industriale. E il comitato di controllo sul modello dell'inceneritore di Montale non dà assolutamente garanzie."
"Alla prova dei fatti, questa amministrazione sta dimostrando tutta la sua inconsistenza" chiude Bellandi," e al di là di iniziative di facciata, come la cocomerata, le multe agli ambulanti in via Pistoiese e l'inutile sfoggio dei militari, abbiamo assistito solo a marce indietro e a promesse mancate. La mancanza di un progetto coerente per la città, anche da parte di chi all'opposizione c'è stato per almeno un quindicennio, è sconfortante e produrrà, anche nel breve termine, danni irreparabili. Prato, onestamente, non si merita proprio una gestione del genere!"
Lanfranco Nosi
Sinistra RossoVerde

lunedì 12 ottobre 2009

Aeroporto Vespucci Udc

Rimane questione fondamentale per la partecipazione di Prato all’assetto urbanistico ed alle scelte di sviluppo dell’area metropolitana.

La questione della partecipazione di Prato, del suo comune della Provincia,attraverso strumerenti diretti o come capofila di una cordata privata nel rilancio dell’aeroporto di Peretola Amerigo Vespucci,rilanciata con forza dal Sindaco Roberto Cenni,ed in parte criticata da alcuni soggetti politici propone anche ai partiti una necessaria riflessione.
La rapidità del cambiamento,a cui globalizzazione e trasformazioni economiche ormai coinvolgono anche la nostra area ci impongono rapide scelte ,ognuna delle quali comporta un margine di rischio e di valutazioni negative,e quindi anche il potenziamento di un aeroporto in un area urbana,fortemente antropizzata ,con potenziale sviluppo residenziale ed infrastrutturale pone delle riserve,d’altra parte alcune scelte sbagliate prese nel passato oggi impongono decisioni correttive.Infatti
è da tutti concordato che almeno per 10/15 anni anche se si scegliesse il ridimensionamento dell’aeroporto Vespucci sarebbe impensabile un collegamento con Pisa, per la mancanza di treni in quel tratto ad alta velocità e la mancata realizzazione della bretella per signa e quindi il collegamento veloce con la FI/Pi/Li.
La necessità in un momento di rlilancio del ditretto tessile e di potenziale riconversione industriale e soprattutto commerciale dell’area pratese, la necessità di un interscambio veloce con il resto dell’europa e del mondo per persone e merci non può rimanere prigioniera di infrastrutture primarie di mobilità quali sono aereo e treno.
Diciamo dunque si alla proposta del sindaco Roberto Cenni sull’Aeroporto Vespucci che non può più essere solo dei commercianti fiorentini.
Certamente ci sono scelte e comunque temi importanti collegati ad una decisione così impegnativa.Noi vediamo a questa collegato una riconversione di sviluppo dell’area del Macrolotto 2, a patto che la destinazione sia indirizzata verso il commerciale e nello specifico verso una area di accoglienza qualificata di tipo alberghiero,ristoro e fitness,settori che hanno un suo naturale sviluppo vicino ad importanti areoporti e che firenze non è ormai più in grado di offrire ai livelli richiesti dai viaggiatori internazionali.
Come Campi negli anni passati ha sviluppato interventi per la ricreazione ed il commercio alimentare ed abbigliamento, prato potrebbe cercare di attrarre investimenti in grado di trasformare il turismo ora solo di transito veloce dell’area Fi/Pi/Pt.
Prato con il Montalbano ,Pistoia con l’area della Montagna.Firenze con il suo rinascimento ineguagliabile.
Ma la soluzione Questione aeroporto potrebbe essere soprattutto lo strumento politico per potere garantire a Prato ed alla sua Provincia di entrare come forte interlocutore nei problemi di assetto dell’area metropolitana dalla quale non possiamo isolarci,qualunque sarà l’assetto istituzionale che le future decisioni legislative porteranno per questa area.
Un primo urgente argomento collegato alla questione aeroporto è l’orientamento che si va delineando di una stazione per l’alta velocità a Campo di Marte.
Prato non si può permettere una stazione a per la Tav a campo di Marte senza avere la garanzia che prima della sua inagurazione non sia già efficiente una Metropolitana veloce di collegamento Pistoia Prato Campo di marte,magari con fermata aeroporto.
Altrimenti saremo tagliati fuori dal collegamento con l’Europa.
Un altro argomento Università che non dovremmo volere solo come delocalizzazione ma integrazione con scelte economiche industriali turistiche sociali dei territori e quindi degli enti locali.
Per far questo bisogna che l’università di firenze divenga nel suo rilancio ormai necessario, l’Università di tutta l’area.
Avanti Sindaco l’UDC è con te.
Enrico Mencattini segretario provinciale udc Prato

martedì 1 settembre 2009

Lista Civica Giovani Pratesi e la città

L'atmosfera di relax delle vacanze estive sembra essere già finito, le prime polemiche sono già sorte e sembra prospettarsi un settembre ancora più caldo per il nostro Sindaco. Volevamo cogliere l'occasione per invitare le forze della coalizione, a ritrovare l'armonia e lo spirito di gruppo che si è reso decisivo per la vittoria finale in campagna elettorale.
Crediamo sia nell'interesse di tutta la cittadinanza continuare ad occuparsi dei problemi reali della città senza minacciare divisioni, ricordando quanto sia importante per la nostra città pensare come coalizione e non come singolo partito. Parlando di problemi reali volevamo far notare il disagio che noi giovani stiamo vivendo dal rientro delle vacanza in questo fine agosto: quasi tutte le biblioteche sono chiuse e non sembra esserci una data certa per l'apertura della nuova ex Campolmi.
Nei primi di settembre iniziano le prime sessioni di esami ed invitiamo pertanto l'amministrazione a trovare una soluzione, cercando di venire incontro alle esigenze di molti giovani pratesi. Ci rendiamo disponibili a trovare una soluzione condivisa, nel più breve tempo possibile, insieme all'assessore competente. Lista Civica Giovani Pratesi».

lunedì 31 agosto 2009

LA CITTA’ MARXISTA

riceviamo e pubblichiamo:

Giro per le città pre-marxiste della mia regione, la Toscana.
Attraverso il centro di Siena, scopro la città medioevale con le sue meraviglie, una trama splendida, ricca di immagini, di visioni che si aprono all’improvviso. E’ un’esperienza straordinaria.
Entro in Firenze, nella città del Rinascimento, dalla piazza della Signoria arrivo ai lungarni e resto colpito dalla magnificenza e dallo splendore di spazi e di edifici ineguagliabili.
Mi reco nel centro di Pisa e di Volterra, di Pistoia e di Pescia, di Lucca e di Pietrasanta, vado in altre città della toscana e dovunque la parte più antica mi appare eccezionale. Mi spingo un po’ all’esterno della parte più antica, percorro strade costruite nei secoli successivi, fino a ritrovarmi nelle città dell’ ‘800 e continuo a stupirmi per le proporzioni e l’armonia da esse espresse. A Firenze trovo grandi viali alberati, salgo per il viale Michelangiolo e arrivo al piazzale, tutti spazi strepitosi. Mi sposto in altre città, a Montecatini, a Viareggio, e anche qui la città dell’ ‘800 è elegante e ben strutturata, con ampi viali, grandi parchi, fascinose viste prospettiche. Ad Arezzo, che è la mia città, c’è la piazza ottocentesca con le quattro strade che segna con chiarezza ed efficacia la nuova struttura urbana in funzione della sopraggiunta ferrovia.
Ai margini delle sistemazioni ottocentesche, entrando nella parte costruita nei primi decenni del ‘900, trovo ancora una città di qualità. A Firenze, la piazza della Stazione mi appare uno spazio perfetto. Continuando a girare per la toscana, gli interventi degli anni ’30 di Livorno, o il viale tra il centro e la stazione di Prato, il viale lungomare della Versilia, i “giardinetti” di Arezzo che avvolgono il centro storico, pur aggrediti da interventi di anni recenti, si presentano ancora come felici pezzi di città, strutture urbane equilibrate ed armoniose.
Ugualmente, se esco dalla toscana e mi reco in altri luoghi, da Bergamo a Torino, dall’EUR a Latina, dovunque mi compaiono eccellenti parti urbane realizzate nei primi quarant’anni del secolo scorso, siano esse caratterizzate dall’architettura liberty o da quella umbertina, dallo stile novecento o da quello littorio.
Adesso, mi spingo ancora un po’ verso l’esterno ed arrivo nella città costruita dopo il 1945. Mi accorgo subito di essere entrato bruscamente in un luogo diverso, in una città alternativa rispetto a quella percorsa fino ad allora, una città desolata, composta da successioni di casermoni uniformi e squallidi.
Sono entrato nella città marxista.
Per spiegare questa aggettivazione occorre ragguagliare il lettore che negli anni ‘20, Stalin incaricò un gruppo di architetti guidati da Ernst May, di teorizzare la città proletaria derivante dai principi del collettivismo e contrapposta a quella borghese. La teoria si materializzò in un modello di città composta da grossi contenitori dove assemblare la popolazione in spazi strettamente essenziali. Blocchi geometrici a stecche ripetute per rappresentare l’egualitarismo, con le forme irrigidite della prefabbricazione pesante secondo il mito dell’economia di scala, prive di negozi individuali per il rigetto del sistema di mercato, senza alcuna concessione all’estetica considerata pregiudizio borghese, senza elementi di identificazione secondo l’ideologia del collettivismo.
Questi principi furono rigorosamente applicati nei nuovi quartieri dell’Unione Sovietica e dei paesi satelliti.
Ad applicare questi principi in Italia ha provveduto una lobby di urbanisti che, omologatasi al PCI nel primo dopoguerra quando spirava forte il vento dell’ideologia marxista, nell’insipienza delle altre parti politiche, ha preso il potere di questo settore nelle università, nelle istituzioni culturali, nell’editoria, nei rapporti con lo Stato e con gli Enti locali, e da allora ha dominato in modo totalizzante nella teoria e ha avuto il monopolio nella prassi dell’urbanistica a tutti i livelli, nazionale, regionale e comunale.
Così, attraverso i Piani Regolatori e le relative Norme di Attuazione comunali, totalmente gestiti dall’urbanistica dominante, sono stati imposti in Italia i principi del collettivismo, con qualche attenuazione e digressione dovute alle resistenze della realtà economica e sociale, determinando comunque gli squallidi e desolanti risultati delle parti urbane costruite dopo il 1945.
Il modello marxista è stato, invece, rigorosamente applicato nei “Villaggi Popolari”, dove gli urbanisti della sinistra hanno potuto gestire, senza inframmettenze, l’intero processo costruttivo, dalla struttura urbanistica al progetto edilizio, determinando i risultati più infami. Di essi, valga per tutti richiamare lo ZEN di Palermo, progettato da uno dei loro più famosi campioni.
Pier Lodovico Rupi

LA RISPOSTA (riceviamo e pubblichiamo)

Non sarà che la CITTA' MARXISTA evocata dall' autore del saggio breve "La città marxista", è la CITTA' DEL CAPITALE ? a livello economico finanziario, sicuramente. sul piano culturale, disciplinare, anche formale, è vero che l' UNIONE SOVIETICA a metà degli anni venti accetta il modello economico-energetico occidentale, ma la questione è complessissima : c'è una città socialista basata sulla gratuità degli alloggi, sui servizi alle persone ecc. che ha poco a che spartire con la città occidentale, almeno sul piano delle intenzioni.

In ogni caso, pur dovendosi accettare la critica all' UNione sovietica per aver accettato il modello eurocentrico e capitalistico della città, vale a dire per non aver sviluppato una città altra, mi pare francamente un pò forzato descrivere il passaggio dalla città medioevale e rinascimentale e dalla città della prima industrializzazione (tutte fra loro molto diverse, seppure con alcune permanenze), alla metropoli informatico nucleare inceneritorista, come città marxista.

E' giusto semplificare la complessità, ma bisogna stare attenti a tagliare.

fabrizio bertini

giovedì 16 luglio 2009

Una proposta al nuovo Sindaco di Prato

riceviamo e pubblichiamo
Una proposta al nuovo Sindaco di Prato, Roberto Cenni.


Una Zona Franca per Prato e la grande questione dei diritti (Dumping Sociale ed economico).
Signor Sindaco, mi rivolgo a Lei adesso che entra nel pieno delle sue funzioni.
La crisi socio-economica la vedrà impegnato per ricercare uno sbocco politico alla mancanza di prospettive per questa nostra città.
Mai come adesso è necessaria la scelta del fronte per cui parteggiare, se si vuole stare dalla parte dei più deboli e sostenere le ragioni della difesa del benessere generale.
Ho la presunzione di interpretare lo stato d'animo dei cittadini di tutto il territorio pratese, e mi assumo la responsabilità di avanzare una proposta che potrà scandalizzare qualcuno.
D'altra parte, spetta alla politica fare proposte e avanzarle nelle sedi istituzionali di competenza.
Dobbiamo mettere in campo le vere ragioni della politica.
A rischio di passare per ingenuo, Le domando: come staremmo se legassimo le sorti della nostra città a quelle delle altre città d'Italia e d'Europa? Come staremmo se ciascuno fosse messo in condizione di raggiungere un grado di sviluppo tale da garantire progresso, benessere ed un sistema di welfare tale da dare dignità a tutti?
Prevale invece una logica che nega tutto ciò, che non regola ma lascia libero campo al gioco delle
forze.
Prato ha conosciuto un periodo di straordinaria vitalità imprenditoriale, ma da quando l'industria tessile ha preso ad accusare fortemente la concorrenza globale, il clima sociale è mutato in peggio, con un arroccamento su posizioni difensive di irrigidimento. La questione è complessa, tuttavia, dobbiamo fare di tutto per far ripartire gli investimenti e rimettere la persona al centro del lavoro.
Negli anni Prato ha dato tanto all'Italia, nel momento di crisi profonda è giusto adesso che la Regione e il Governo le vengano incontro, in un periodo di squilibri qual è quello che viviamo. Con la esasperazione del gioco competitivo, assistiamo ad una grande minaccia per il sistema dei diritti dei lavoratori e degli imprenditori che ogni giorno rischiano in proprio con impegno e dedizione per risollevare le sorti della città.
Per rilanciare Prato, io mi sento di fare questa proposta:
Chieda alla Regione ed al Governo la concessione di una Zona Franca per mettere Prato alla pari con i grandi paesi come la Cina, e, al contempo, mettiamo al centro la Questione del Dumping Sociale ed Economico in tutte le sedi politiche ed istituzionali.
Le due questioni non sono affatto in contraddizione.
Propongo di lavorare ad una strategia dei due tempi: chiediamo il riconoscimento alla Regione ed al Governo di una situazione di straordinarietà tale da decretare la concessione di agevolazioni fiscali per le imprese che vanno ad insediarsi a Prato a scopi produttivi, per il rilancio tecnologico e infrastrutturale della città e per l'attrazione di capitali nel nostro territorio. Il provvedimento dovrà essere ben studiato e calibrato onde evitare il rischio che si vengano a incentivare produzioni a basso costo/valore.
Altrimenti, delle due una, o scegliamo di non far niente e accettiamo poco a poco che lo status dei nostri cittadini degradi al livello dei Paesi del Terzo Mondo o mettiamo sul tavolo il grande tema del Dumping economico e sociale. Penso che di questo se ne possa parlare anche al Tavolo di Distretto che a breve si riunirà.
Questo è un appello a uscire dalle logiche della contrapposizione politica per il bene della città.
Prendiamo a cuore la gravità della situazione, perché i lavoratori non abbiano a rimanere con le mani in mano.
E' lì che si gioca la vera partita per il rilancio di Prato.
C’è bisogno di forze nuove per difendere, sostenere e rilanciare Prato. È tempo della politica che guarda in grande e riconosce le ragioni dell’altro.
Non ho dubbi che Lei lavorerà per la città, per parte mia avrà una opposizione rigorosa e ferma, ma giusta, perché prevalgano sempre le ragioni del dialogo e del confronto costruttivo per il bene di Prato.
Prato, mercoledì 8 luglio 2009
Nicola Oliva
Consigliere comunale del Pd