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venerdì 8 maggio 2009

una lettera a Prato da un Pratese!

riceviamo e pubblichiamo
Ho vissuto sino all'agosto del 1979 in via Oberdan al n° 39 e da allora
per tanti motivi non sono più tornato a Prato. Ho lasciato tanti amici
e una parte del mio cuore è rimasta lì. Ma da quando ho trovato il vs
blog vedo, con infinito dispiacere e dolore, che la mia Prato, che ho
tanto amato e che mi accolse bambino, è diventata una sorta di terra di
nessuno, dove se riesci a trascorrere le ventiquatt'ore senza che ti
succeda nulla devi ritenerti fortunato, o meglio, miracolato. Ai miei
tempi gli unici "stranieri" che circolavano erano i siciliani, i
calabresi e noi sardi. E tanto di cappello ai siciliani, ai calabresi
ed ai sardi. Adesso invece vedo che tutta la peggior feccia del pianeta
si è riversata dentro Prato.
Che tristezza. Continuerò a seguire il vs
blog e ha ricordarmi con infinito piacere come era Prato sino a quando
ci sono rimasto. L'attuale mi porta solo dolore e malinconia.
Roberto Putzolu-Terralba (OR)

venerdì 11 luglio 2008

Eluana o Non Eluana, questo é il problema

Pubblico ritenendo rilevante, grave e momento di riflessione per tutti noi, un documento pervenutomi dal "Comitato Verità e Vita"
Francesco Querci


Torna la pena di morte: Eluana può essere uccisa

"comitato verità e vita"

Ottobre 2007: il Parlamento cancella definitivamente la pena di morte dal sistema giuridico italiano. Luglio 2008: i Giudici della Repubblica pronunciano la prima condanna a morte.
La Corte d’Appello di Milano, sulla scia della pronuncia della Cassazione di alcuni mesi fa, ha statuito: Eluana Englaro può essere uccisa. Ma di quali colpe si è macchiata questa giovane donna che tanti vogliono morta? Di essersi rifiutata di morire spontaneamente dopo l’incidente stradale che la portò al coma e poi ad uno stato vegetativo persistente? Di avere confidato alle amiche e a scuola – lei, piena di vita, giovane, sconvolta dalla visita ad un amico in coma dopo un incidente – che avrebbe preferito morire piuttosto che rimanere attaccato ad un tubo? Di avere un padre che non riesce a sopportare la vista della figlia malata?
Ma – diranno in molti - la pronuncia è giusta: è stata lei a chiedere di morire, il padre agisce come tutore, fa rispettare la sua volontà …
Noi sappiamo che queste argomentazioni, emotivamente persuasive, sono irricevibili dalla ragione umana. Non possiamo tacere: questa sentenza è un altro passo decisivo verso questo “progresso” che, per molti, significa soltanto la possibilità di uccidere le altre persone.
Questa volta la decisione di uccidere non è stata riservata ad una “scelta privata” (come nell’aborto), non discende dal ricorso a tecniche particolari autorizzate dalla legge (come nella fecondazione artificiale), non è stata procurata da un medico dopo che l’interessato aveva gridato a tutti di voler essere ucciso (come nel caso Welby); oggi sono stati i giudici a stabilire che una donna adulta, che non è in stato terminale, non deve più essere nutrita e curata, ma deve essere lasciata morire.
I giudici italiani discriminano ....... (vai all'articolo completo)

venerdì 4 luglio 2008

"La Deriva" al Caffè delle Logge" stasera

Lo scrittore e giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo autore insieme a Gian Antonio Stella del bestseller 2007 "La Casta" con oltre un milione e trecentomila copie vendute sarà questa settimana a Prato per presentare il seguito di quel libro, scritto ancora con Gian Antonio Stella, e intitolato "La Deriva- perchè l'Italia rischia il naufragio"

Sergio Rizzo presenterà il volume:
"LA DERIVA- perchè l'Italia rischia il naufragio"

VENERDI' 4 LUGLIO ALLE ORE 18
presso il Caffè Le Logge in piazza del Comune

organizza l'assoziazione "Osservatorio provinciale sulla Spesa Pubblica"

La Deriva, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo
...306 pagine dove, non lesinando impietosi confronti con paesi in crescita come la Spagna, gli autori presentano un panorama da fine impero: gli incredibili ritardi nel costruire le infrastrutture; la legislazione cervellotica e sovrabbondante; le ben note ottusità sindacali applicate ad un sistema pensionistico che lascerà le nuove generazioni nella cacca; uno Stato che affida alla Protezione Civile anche il restauro del David di Donatello; ordini professionali il cui compito principale è difendersi dal "pericolo" dei giovani professionisti; le mille corporazioni difese da presunti liberali e liberisti, in controtendenza con quanto avviene in tutta la UE; i progetti di treni veloci con fermate ogni 10 chilometri; i tanti commissari nominati per gestire le non-emergenze, appaltati dai partiti e pagati profumatamente...

lunedì 30 giugno 2008

"HO IL VAGO SENTORE CHE PUBBLICHINO CANI E PORCI...."

riceviamo e pubblichiamo

"Gli interventi di oggi Uccellacci e gufi"

Qualcuno in questi giorni, non ricordo chi, se sui giornali o in tv, ha paragonato la disfatta italiana sui campi di calcio al periodo di declino del nostro paese. E giù, via, ricominciamo con gli uccellacci del malaugurio, quelli che se non parlano bene di noi in tutto il mondo e su tutti gli argomenti, mamma mia siamo finiti, siamo gli sfigati del pianeta, e tutti a farsi domande armati fino ai denti di "se" e "ma" e a recriminare infelici (ora è il periodo degli allenatori di professione e dei moralisti a pagamento, tutti con la soluzione in mano a posteriori, mi ricordano il detto infallibile: se mio nonno aveva le ruote era un carretto!).
Ma nello stesso giorno in cui la nazionale è uscita ai quarti (anche dignitosamente secondo me) non hanno forse vinto la Ducati e la Ferrari? Ma non siamo forse gli unici al mondo che reggono un'economia intera sulla microimpresa, su gente che in settant'anni è riuscita a sopravvivere a una pressione fiscale record, ai comunisti, ai terroristi ma anche ai democristiani, sopravvissuti anche ai propri malcostumi?
Ma poi si deve sempre vincere? Sempre avere il riconoscimento universale?
Riprendiamo quello che c'è di buono in questa Italia e ripartiamo da lì. Alla faccia dei gufi e degli uccellacci."
Lisa

martedì 24 giugno 2008

sul "decreto stoppa-processi"...

riceviamo e pubblichiamo:
"Ieri, tornando a casa, alla radio sentivo i commenti indignati e pensavo: rieccolo il Berlusca furioso che tra un provvedimento e l'altro ci infila qualcosa di suo (il che può essere criticato dalle anime candide e non, ma mi pare anche sia consuetudine italica trasversale confermata da secoli di
storia).
Poi, in tarda serata, ho verificato i contenuti della legge incriminata, oddio, sinceramente l’ho fatto ascoltando un Avv. Ghedini, ospite molto di parte di Mentana, però strepitoso quanto a chiarezza e competenza, e mi son resa conto che se non ci fanno leggere e coprono le spiegazioni con gli strilli indignati, si rischia di non capire che il provvedimento magari è più che legittimo…oppure peggio che mai, si rischia di non porsi il problema…
Oppure è bene che non ci sfiori nemmeno il dubbio e si vada alle dirette conclusioni che l’emendamento vada ritirato e basta?
Lo stesso vale per le intercettazioni e tutti i commenti sul regime che ci sono stati attorno, per favore pubblicate qualcosa di serio, qualcos’altro ancora se ci si fosse persi l’informazione vera, ma fatelo, pubblicate i testi in approvazione, i commenti degli addetti ai lavori, fate quello che volete, ma insistete, siate pure barbosi, basta che ci liberiate di quei piagnoni che fingono di aver paura del regime solo perché non rischiano nulla, perché hanno sempre un giornalino, una poltroncina televisiva, un posticino pagato in cui sedersi e lamentarsi e piangere, e se non hanno la prima serata allora piangono ancora più forte perché i cattivi li hanno spogliati della loro divina investitura! (e che palle, scusate, a noi poveri mortali resta solo Hyde Park
Corner, per inciso grazie Giuliano, provassero loro come ci si sente…)."
Laisa

nella foto:
Il bel profilo di Maat. Rappresentata sotto le sembianze di una donna col capo ornato da un piuma, è l’incarnazione della Giustizia. I giudici, nell’antico Egitto, erano detti ‘sacerdoti di Matt’, poiché questa dea, che rappresenta Giustizia e Verità, è anche simbolo di ordine delle cose, armonia dell’universo. Queste attribuzioni, portate nella nostra cultura, ci rimandano alla Bilancia, segno del periodo, di cui abbiamo visto finora soprattutto il lato estetico, la propensione al bello. Ora possiamo aggiungere che la bellezza della Bilancia è soprattutto armonia, che la Bilancia è segno di Giustizia, il simbolo ricorda i tribunali dove le leggi trionfano o dovrebbero trionfare. E’ l’insieme delle regole che la società si dà per poter vivere in armonia, controbilanciando la spinta individualistica dell’Ariete.

martedì 10 giugno 2008

Avete mai letto un buon giallo?

Laisa ha scritto:
"Avete mai letto un buon giallo?
(si parla di intercettazioni: articolo pubblicato anche sul Foglio di Ferrara)

Si può fare a meno di tutto, a meno che non sia strettamente necessario. Il primo problema è volerlo, perchè i Vip messi alla berlina che balbettano scuse ai giornalisti per mezze frasi dette o non dette, palesemente in difficoltà, sono una grande, succosa goduria.

Il problema vero è rendersi conto, ma se lo stesso trattamento toccasse a noi? Se una nostra mezza frase (dietro alla quale stanno sempre o quasi situazioni che l'intercettazione mai e poi mai può descrivere) venisse fuori dal telefono e ci insozzasse per bene?

E non pensate di essere esenti da intoppo, chiunque può sbagliare, chiunque può essere beccato, chiunque può essere frainteso (le intercettazioni sono fatte di parole...). Comunque già di partenza, anche senza intercettazioni, non è che siamo messi tanto bene, perchè abbiamo varchi elettronici con riprese fisse in ogni centro cittadino, autovelox vari e solo con questo arsenale sfido chiunque anche soltanto a pensare di farsi un'amante! Tralasciamo poi il cellulare, il conto in banca monitorato by Bersani, e via, e via, e via...

Se volessi delinquere, non saprei da che parte rifarmi.

Ma poi, altro problema, le intercettazioni sono essenziali per tutte le indagini? Davvero senza di esse non arrivano a nulla? Chiedo scusa se voglio rompere la serietà dell'argomento "indagini" e "reati" con una riflessione un po' burlesca, ma avete mai letto un buon giallo? Io in questi giorni mi sto divertendo con Fred Vargas, intuizione, intelligenza, linee sottili di indagine, sottili, sottili, ma non telefoniche... D'accordo, il romanzo è ben altra cosa, ma vogliamo ricominciare a immaginare invece di spiare (e questo vale per tutti, intercettatori e non)?
Magari utilizzare le famigerate celluline grigie..."

Lisa Taiti, Prato

martedì 13 maggio 2008

Redditi on line / per sentirsi migliori

riceviamo e pubblico (pubblicato anche su "IL FOGLIO")

Mi domando il perchè di quell'irritante e diffuso costume di guardare la vita altrui per scovare qualcosa di storto e sentirsi dei santi. Siccome il confine tra l'onestà e la disonestà non è più cosa molto chiara, è molto più comodo rovistare tra i dati altrui e andare comodamente per presunzioni. Così, per fare un esempio) vado a vedere la denuncia dei redditi del mio dentista, scopro che è schifosamente bassa, mi sento più onesto di lui, lo giudico di conseguenza (e subito) un delinquente . Ma senza trascurare di dirlo in giro. Mi pare che funzioni un po' così. L'attitudine a non farsi gli affari propri è tipica dell'essere umano ma qui si va oltre. Si cerca disperatamente e quotidianamente qualche notizia sugli altri fatta apposta per affibbiargli la colpa di qualche cosa (bilancio dello Stato in dissesto, effetto serra, mafia, fate voi).

Io ci vedo solo tanto livore e anche un oceano di tempo da spendere per farsi i fatti altrui... tempo prezioso rubato a una passeggiata all'aria aperta, un bel libro (anche sulle statistiche economiche dell'Agenzia dell'Entrate eh, per carità) ma anche a un sano esame di coscienza.
Lisa Taiti, Prato

mercoledì 7 maggio 2008

Riflessione sull'ITALIA e la PADANIA

Il Canton Ticino riconosce la Padania
“Svolta” di Norman Gobbi nel giorno del suo insediamento a presidente del Gran Consiglio del Cantone

Il Ticino è vicino. Molto vicino. Non solo geograficamente, ma anche e soprattutto culturalmente, socialmente ed economicamente. Ma da ieri pure politicamente. Nel corso del suo discorso di insediamento al Gran Consiglio del Ticino (di fatto il Parlamento del Canton Ticino), il presidente Normann Gobbi Vais ha infatti più volte evocato ed esaltato la Padania, riconoscendo affinità di valori e un'integrazione transfrontaliera che esiste nei fatti. In pratica, come racconta Simone Maccagnan, che ha assistito ad una giornata di festa che si è trasformata naturalmente in un gemellaggio tra Padania e Ticino, «si è realizzata una sorta di mutua autodeterminazione. Il presidente ticinese ci ha aiutato ad autodeterminare una comunità - la Padania - della quale anch’egli si sente parte». Diversi gli esponenti politici del Carroccio presenti all'insediamento del parlamento ticinese: i deputati Giancarlo Giorgetti e Nicola Molteni, il presidente della provincia di Varese Dario Galli, il consigliere provinciale Matteo Bianchi. Una delegazione nutrita e di livello che testimonia l’amicizia che da anni si è cementata tra la Lega Nord e la Lega dei Ticinesi, tanto che gli esponenti del Carroccio hanno ricevuto pubblicamente elogi e ringraziamenti.
Una giornata storica, dunque, in quanto mai prima d’ora il massimo rappresentante istituzionale di uno stato (per quanto facente parte di una confederazione) aveva nominato in un’occasione ufficiale la Padania come partner naturale, facendola di fatto assurgere a ruolo di stato sovrano. Nel suo discorso inaugurale, Normann Gobbi Vais non ha mai parlato d’Italia, mentre ha citato per ben quattro volte la Padania, sottolineando l’importanza dei collegamenti ad essa, sia di natura infrastrutturale, che dal punto di vista delle affinità socio-economiche e culturali, mettendo in risalto la comunanza e la condivisione degli stessi valori.
La grande amicizia dei ticinesi nei confronti dei padani si è palesata anche quando è stato suonato in onore dei fratelli confinanti il “Va Pensiero”, che ha commosso i presenti. ma a colpire i padani accorsi per l’occasione è stato anche il modo di celebrare l’evento da parte del presidente ticinese: dopo la cerimonia ufficiale si è recato sotto i tendoni , in mezzo alla gente, a mangiare polenta e bere vino, «anzichè rinchiudersi in qualche palazzo con pochi intimi». Ma soprattutto c’è il dato politico: la Padania confina con uno stato e con un popolo con cui condivide i valori fondamentali, a cominciare dal contrasto alla globalizzazione e dalla difesa delle radici.
NELLA FOTO:
1 bandiera della guardia nazionale milanese (20-xi-1796)
2 prima bandiera tricolore napoleonica - (ott, 1796)
3 bandiera granatieri delle guardia di napoleone (1802)
4 bandiera del presidente napoleone (1802)
5 bandiera reggimentale del primo Regno d'Italia (1861)
6 bandiera ufficiale del regno di Sardegna (1848) poi del Regno d'Italia
7 bandiera del governo siciliano provvisorio (1848)
8 bandiera delle 5 giornate di Milano (1848)
9 bandiera della repubblica di Venezia (con San Marco) (1848-1849)


martedì 1 aprile 2008

Riflessioni

riceviamo e pubblichiamo:
Cari amici,
oggi è un buon giorno per il nostro paese,infatti è stato assegnato alla città di Milano l'EXPO Universale del 2015 che permetterà al nostro paese di creare circa 70.000 posti di lavoro e che attirerà nella nostra amata patria pressochè 29 milioni di turisti.
Gli investimenti per tale evento saranno ingenti e si possono stimare in circa 20 miliardi di euro.
Vi saranno nuove ed imponenti infrastrutture.
A beneficiarne sarà tutta la città di Milano,tutta la regione Lombardia ma soprattutto il paese intero!
Dovremmo essere tutti fieri dell'ottimo lavoro che per una volta ed in maniera comune hanno svolto le istituzione a partire dal sindaco Moratti(PDL) passando per il ministro D'Alema(PD),Emma Bonino(Radicali),il presidente della regione Lombardia Formigoni(Pdl).
Fin qui tutto bello!
Sembrerebbe che per una volta ci potremmo ritenere un paese civile perciò...ma invece ..
Il buon Berlusconi ha ben pensato di rovinare la festa dicendo che il merito non era certamente del governo.
Ora chi mi conosce sa perfettamente che non sono propriamente di sinistra,ma allo stesso modo credo con la massima sincerità nel rispetto di tutte le idee,e soprattuto credo che un grande paese abbia necessariamente bisogni di sforzi comuni,di governo e opposizione.
Sono profondamente convinto che quando a beneficiarne non sia l'interesse di parte di qualcuno,bensì il bene della nazione,un buon politico deve saper mettere da parte i proprio e particolari interessi per i supremi interessi dei cittadini tutti.
Credo che il nostro paese,così bello e martoriato alla fine sia molto più maturo di molte persone che ci governano.
Credo che cittadini che votano in maniera diversa abbiano però la saggezza di essere insieme per le scelte importanti.
Ci vorrebbe a volte maggiore serietà e maggiore responsabilità da parte di taluni politici,che non debbono pensare che tutto ciò che viene fatto di buono è un proprio merito.
Credo che l'Italia abbia bisogno di persone che abbiano interesse a mettere in luce il paese,le sue bellezze inestimabili,i suoi talenti unici,le sue persone uniche,la sua immensa creatività..e non mettere in luce loro e soltanto loro stessi.
Tutto questo lo dico perchè amo profondamente il mio paese e sono orgoglioso di lottare,umilmente e nel mio piccolo, per l'Italia.
Lorenzo Marchi

lunedì 10 marzo 2008

riflessoni sul "Centro"

La politica non si ferma il 15 Aprile.

Prendo spunto dall'articolo che ha sollevato un polverone nel Pdl.
Un candidato di Silvio dichiara ''Resto fascista e vado con il Cavaliere'.
Un candidato strappato a Storace che si affianca alla Mussolini e ad altri fra i più a destra in AN.
Ciò in una coalizione già sbilanciata per l'apparentamento alla lega, che di recente col suo capo ha dichiarato di tentare la via del federalismo per l'ultima volta attraverso le vie democratiche (!).
Qualcosa evidentemente non va!.
Quel qualcosa sta invero all'apice dei miei dubbi in quel volere dato per accettato e scontato circa l'esistenza di una formazione politica, che si ritrova sotto la sigla del PDL, nata da una esternazione del suo leader senza una costituente e senza dei congressi che ne fissassero scopo e valori di riferimeto: una sorte di cambiale in bianco che evidentemente non tutti sono disposti a sottoscrivere.
Si mi soffermo sul Pdl (tanto di più avrei da dire sul Pd, ma dal Pdl viene quel richiamo al voto utile e allora dico:
la politica non si ferma il 15 Aprile.
Quel distorto ( e in parte vigliacco) insistito richiamo al voto utile.
Il voto utile é quello dato secondo la prorpia libera coscienza, secondo i propri credo, secondo quel sentire che non tutto é riconducibile a quel "basta che non vinca la sinistra".
La nostra coscienza deve esigere qualcosa di più.
Non si può restare ancorati a stereotipi del passato, riciclati per l'occasione elettorale (mi riferisco al voto che fu contro il PC nell'era pre-tangentopoli; anche allora c'erano due forti schieramenti che si cofrontavano), ed allora quale novità, votare da una parte per non fare vincere l'altra?
Invero, nel 1994 tutti quelli che votarono Forza Italia , credevano nel suo progetto e oggi il richiamo al voto utile da parte del suo leader indica evidentemente la presenza di pesanti limiti programmatici e di coesione, già evidenziati dall'imbarazzo sui temi della ricerca scientifica e la tutela della vita.
Risvegliamo le coscienze e votiamo per un progetto secondo cui i moderati siano tali e che fortemente rivendichino il loro diritto ad identificarsi in uno schieramento che li traghetti attraverso il voto del 14 aprile, verso un periodo dal quale gli estremi rimangano agli estremi e il centro sia posto al centro della politica, forte e coeso, garante delle sfide di domani, senza le contraddizioni tuttora presenti nei due principali schieramenti, che ne compremetteranno il governo.
La politica non si ferma il 15 Aprile.

mercoledì 5 marzo 2008

riflessioni di un giovane Udc di Prato

... Quanti giochi di parole, ma troppe idee hanno già iniziato a frullare... il futuro sta nelle speranze dei giovani, infuochiamo la nostra e accendiamo quelle di chi ci sta intorno. Per me abbiamo già vinto, ma dobbiamo dimostrarlo anche all’Italia... (.........)

"Ai miei giovani amici dell’UDC" E’ tardi ma il sonno e la stanchezza non possono certo prevalere sulla mia voglia di ricordare e di non scordare quello che oggi ho vissuto, e quello che stiamo vivendo, non stasera. Già, perchè stiamo vivendo un momento che credo resterà impresso a lungo nelle menti di ognuno di noi, un momento storico per noi, ma non solo, un momento storico per tutti i giovani, un momento storico per la Chiesa e per l’uomo. Oggi le difficoltà sembrano essere più grandi di sempre, la battaglia non è facile, ma oggi questa è davvero la battaglia dei nostri valori, e come non esserne affascinati... oggi che anche la Chiesa ha il coraggio di rivelare all’uomo che la Novità vera sta proprio nel riscoprirei suoi valori in un intelligenza e razionalità umana, con l’amore del sacrificio della persona, con l’amore che allora Gesù volle insegnarci per la nostra salvezza... oggi che tutto questo è nelle mani di ragazzi che con tanta forza si fanno carico di una responsabilità così grande, guidati oltre che da un imponente passione politica, da una fede così grande verso questo amore e questi valori, come posso non restare affascinato e non sentirmi vivo? Vedere Doriana, la ragazza di Palermo, e il figlio di Nobili parlare con tanta passione, gli amici Toscani sventolare le bandiere, parlare di progetti e intese insieme, in cui i nostri sorrisi forse superavano le nostre parole, oggi io non posso non scrivere qualcosa, non posso lasciar finire tutto in un sogno andando a dormire. Il nostro partito è solo un mezzo, non un fine, ma con noi è davvero un mezzo bellissimo. Un mezzo che lascia spunto a riflessioni profonde, che lascia a noi ragazzi un opportunità immensa, non quella della carriera politica, ma quella di poter far capire al nostro paese (e perchè no, anche a noi stessi) cio’ in cui crediamo, quella di poter lottare perchè la libertà dell’uomo possa essere quella di amare e di essere amato fino in fondo , dal concepimento alla morte, nella felicità e nella sofferenza, nella certezza e nel dubbio, purchè sempre tesa verso una direzione sola, verso valori che non possano essere negoziabili. Quei valori di cui spesso dubitiamo e verso cui transigiamo, perchè è giusto dubitare e chiedersi, ma certi di trovare una ragione, una ragione che c’è, una ragione che un Uomo ci dimostrò duemila anni fa. Vivendo e morendo per quei valori. Sembra di essere ad un esame, un esame di maturità, dal quale sei più stupito che impaurito, dove sai di giocarti molto, ma dove al contempo sai di non poter uscire sconfitto, mai del tutto perchè sai che è solo un passaggio, un passaggio guidato da idee e valori che non possono certo morire comunque vada, un passaggio che però suscita tante emozioni, perchè grande sarebbe la vittoria dopo un così grande impegno che ci aspetta... già... ci aspetta... ci giochiamo tutto, sapendo che non perderemo niente, anzi...nel senso che non possiamo risparmiarci niente, nel senso che siamo talmente liberi e tenuti a mostrarci in tutto e per tutto quello in cui crediamo, oggi più di ieri, oggi più liberi che mai. Quanti giochi di parole, ma troppe idee hanno già iniziato a frullare... il futuro sta nelle speranze dei giovani, infuochiamo la nostra e accendiamo quelle di chi ci sta intorno. Per me abbiamo già vinto, ma dobbiamo dimostrarlo anche all’Italia.
Forza ragazzi.
Un abbraccio a tutti e grazie per la splendida giornata
S.M.

martedì 12 febbraio 2008

Mov. per la Vita - Sabato 16/02/08

Tutti siete invitati a partecipare al convegno Sindrome Post-Aborto
a cui parteciperanno medici di richiamo nazionale. Iniziativa frutto dell'impegno del Movimento per la Vita (vai al sito)


clicca sull'imagine per ingrandire

mercoledì 6 febbraio 2008

Autodeterminazione della donna

LAISA HA SCRITTO:

A proposito dell’insidacabile "diritto della donna alla propria autedeterminazione". Così viene chiamato il diritto alla scelta se abortire o meno.
La puntata di ieri di “Forum”, all’ora di pranzo, parlava proprio di questo. Una signora chiedeva i danni al medico per non aver visto, con diagnosi prenatale, la malattia del figlio, affetto da nanismo. Ebbene, se avesse saputo avrebbe deciso. Io ho assistit
o soltanto alla lettura del dispositivo, da parte del Giudice, quindi non so che cosa la signora ha dichiarato quanto alla decisione che avrebbe preso circa la nascita della creatura.
So però che il giudice ha condannato il medico al risarcimento danni quantificato in via equitativa in oltre un milione di Euro, per la violazione del diritto inviolabile della donna all’autodeterminazione eccetera eccetera.
Dietro a tutto questo c’è un pradosso agghiacciante, che non riguarda il diritto della donna in sè, ma quello che ne consegue in un sistema come il nostro.
Quel bambino, nel nostro mondo evoluto e “morbido”, attendo a non urtare nessuno con termini crudi, anzi, crudeli, non verrà mai chiamato “nano”, la maestra a scuola sicuramente riprenderà e punirà chi userà questo termine per lui, tutt’al più affetto da handicap, no, non si dice nemmeno così, disabile (disabile in cosa?), insomma tutto ma non nano.
Nel frattempo però qualcuno gli potrà raccontare forse la verità, cioè che la madre ha chiesto e ottenuto il risarcimento dei danni sofferti, perché lui, non nano, per carità, ma affetto da nanismo, è nato.

martedì 5 febbraio 2008

Il Significato della Vita

La notizia si commenta da sola e deve essere oggetto di riflessione per tutti noi.

La madre incinta ha il cancro: le due gemelline in grembo lo spostano
Lei, la mamma, cercava di salvare la vita alle sue bambine non ancora nate, rifiutando un intervento chirurgico e la classica chemioterapia (optando per una forma leggera) che l'avrebbero costretta
all'aborto. Loro, le due gemelline, hanno letteralmente «preso a calci» il tumore materno, spostandolo e impedendo che facesse danni a tutte e tre. E sono nate sane e salve alla trentatreesima settimana di gravidanza. Così Michelle Stepney ha avuto, da parte del Cancer Research britannico, una nomination al Women Courage Award, che vuole premiare chi fa qualcosa di veramente speciale per sé o per gli altri. E questa storia è davvero speciale, quasi incredibile. La donna, 35 anni, di Londra, era rimasta incinta ed era stata successivamente ricoverata in ospedale per un sospetto aborto. Solo allora i medici del Royal Marsden Hospital hanno scoperto che aveva un tumore alla cervice uterina. Michelle Stepney, già mamma di un bambino di cinque anni di nome Jack, ha deciso di accettare soltanto una chemioterapia leggera e nient'altro che avrebbe potuto mettere fine alla gravidanza. «E' stata una decisione difficile da prendere — ha detto la donna alla Bbc —. Volevo essere sicura che quello che stavo facendo fosse giusto per Jack, ma non volevo fare qualcosa di sbagliato per le bambine». E ha aggiunto: «Sentivo le mie figlie scalciare, ma non potevo certo immaginare che avrebbero "spostato" il tumore». Così Alice e Harriet sono nate con un cesareo: erano senza capelli proprio per gli effetti collaterali dei farmaci chemioterapici, ma oggi stanno bene. Soltanto dopo quattro settimane dal parto, la donna si è sottoposta a un'isterectomia: fortunatamente il tumore non era diffuso ed è stato completamente asportato.

lunedì 28 gennaio 2008

Revisione della 194: una riflessione

Riceviamo e pubbichiamo

Non siamo i soli che vorrebbero rivedere i termini della legge sull'aborto (se non nei contenuti della 194, almeno nell'ambito di una rilessione etica).
In Gran Bretagna non ci sono quegli "odiosi" cattolici che sono contro preservativi e aborto eppure la situazione, come leggi, è abbastanza grave. Le istanze religiose sono assai meno ascoltate che da noi, la secolarizzazione è una realtà nel Regno Unito. Non sarà forse che l'incremento degli aborti ha poco a che fare con i divieti religiosi e molto inceve con la "facilità" (nel senso di mancanza di interrogativi morali ed etici) con cui si parla e si agisce in tema di aborto? Perchè non confrontare la loro legge con la nostra?
Laisa

Dalla Gran Bretagna
"Aborto in Gran Bretagna"

"La legge sull'aborto compie quarant'anni e i suoi oppositori si preparano a una nuova battaglia.
Gli antiabortisti britannici si preparano a chiedere un voto in parlamento per ridurre da 24 a 12 settimane il limite consentito dalla legge per interrompere una gravidanza, scrive Colin Brown sull'Independent.

La legge sull'aborto compie quarant'anni ed è il frutto di una battaglia condotta dall'ex leader liberal David Steel. Nel 1990 fu emendata portando da 28 settimane a 24 il limite attuale. La ministra della sanità, Dawn Primarolo, ha dichiarato che al momento non c'è l'esigenza di rivedere questo tetto.

Intervistato da Lucy Ward del Guardian, Steel ricorda quanto fu dura quella battaglia per garantire alle donne il diritto di interrompere la gravidanza in modo sicuro e non clandestino.

Adesso, continua Ward, "la legge è tornata sotto i riflettori in vista della presentazione in parlamento della Legge sui tessuti umani e l'embriologia. I sostenitori della legge sull'aborto solleciteranno procedure burocratiche più semplici per l'interruzione di gravidanza. In particolare chiederanno di eliminare l'obbligo di avere le firme di due medici sul nulla osta per l'intervento. Gli oppositori invece chiederanno di ridurre il limite di 24 settimane. Steel resta convinto della bontà della legge del 1967. Tuttavia riconosce e condivide le preoccupazioni dovute all'aumento degli aborti, che nel 2006 sono stati più di 200mila, con un aumento del 3,9 per cento rispetto all'anno prima, dovuto anche alle gravidanze precoci tra le adolescenti".

"Spesso gli antiabortisti sbagliano bersaglio", commenta il Times riconoscendo la delicatezza dell'argomento. "Invece dovrebbero promuovere una contraccezione responsabile, un supporto migliore per le donne e un'ammissione sincera del peso che ha l'aborto sulle persone e la società".

Il rifiuto della ministra Primarolo di discutere la questione in parlamento mette in evidenza "la paura dei politici di affrontare il dibattito", secondo il Daily Telegraph, che conclude: "Della caccia il parlamento ha discusso per 700 ore. È assurdo che non ne dedichi neanche una all'aborto".

mercoledì 23 gennaio 2008

"Il Pannella Furioso"

riceviamo e pubblichiamo
di LAISA
{a fianco: Bandiera della Repubblica Romana del 1849
secondo il modello del
Museo del Risorgimento di Milano}


La battaglia libertaria di Pannella e dei radicali ha ultimamente messo al centro della proria attenzione il rapporto tra Chiesa e Stato nel nostro paese. Il fatto in sé non ha nulla di strano perchè il dibattito su un tema come questo assume connotazioni senza dubbio peculiari nel Paese che “ospita” lo Stato Vaticano e il cui passato è da un paio di millenni legato, talvolta anche suo malgrado, a doppio filo con la storia della Chiesa e il cui presente è quello di un paese (si può dire?) di tradizione cristiana.
In effetti non c’è nulla di strano se non si osserva che quella di Pannella è una battaglia che assume i toni di una vera e propria crociata, termine che non scelgo a caso.
Il fatto è questo: i radicali rimproverano alla Chiesa di impicciarsi degli affari di Stato, di pilotare l’approvazione o meno di certe leggi, di essere irrimediabilmente presente nella vita del paese, trascurando di netto il proprio unico compito, quello pastorale.
Nel corso della trasmissione Porta a Porta della corsa settimana, Pannella, con insolita veemenza, snocciolava dati a tutta Italia sulla esagerata presenza in Tv del Vaticano, che sembra imperare nei media con una frequenza e una intensità degna del Grande Fratello, almeno come quantità di ora trasmesse. Bene, non ho modo di contestare il dato, ma la rabbia di Pannella, e mi sembra proprio di aver visto rabbia nel corso del programma, mi appare sproprorzionata solo facendo un paio di considerazioni, peraltro anche abbastanza banali.
Ebbene, i dati tanto cari a Pannella e ai radicali sono irrilevanti, basta porsi un paio si semplici domande. Sono i media a dare risalto al Vaticano, oppure la Santa Sede riempie le redazioni di talpe pronte a dettare le linee dei giornali?
I vari cardinali e prelati, nel compiere la loro missione pastorale danno indicazioni di coscienza, che si ripercuotono su temi etici, ma a parte il complesso e interessante tema dell’etica cristiana nella politica, è il Vaticano che si insidia nelle aule del Parlamento? Come lo fa? Tramite politici compiacenti, magari ben pagati?O dietro minaccia di scomunica o Santa Inquisizione?
Perché nella storia dela Repubblica tutti i politici (dal ’94 perfino la sinistra ex comunista, con grande sprezzo del ridicolo), forse pannella escluso (ma ribadisco il forse), hanno fatto a gara nel corteggiare la Chiesa, sbandierando a destra e a manca i valori cristiani della tradizione, per cercare di non perdere, né a destra, né a sinistra, quei quattro democristiani utili a raccattare qualche consenso ulteriore per le maggioranze di turno?
L’elettorato, già. La popolazione, quella che va a votare e che, tra le altre cose, guarda anche la televisione.
I radicali dimenticano che in Italia non c’è soltanto la Chiesa. La Chiesa parla a tutti, ma parla soprattutto ai cattolici, i quali ahimè, sono vivi e vegeti, sono tanti, guardano la tv e forse sono un pubblico attento anche a quello che la Chiesa afferma. Chissà, forse pensano, perfino!.
Mi si obietterà che i praticanti sono in realtà quattro gatti, già però molti di più sono quelli che si pensano cattolici, o cristiani o che in qualche modo condividono quei valori e quelle opinioni e Pannella oggi sembra, tanta la sua rabbia, voler cancellare perché opposte alle sue.
E allora giù botte da orbi su quella Chiesa che pare fatta i strani cospiratori, che impongono la loro sgradita presenza non si sa più con quale potere deterrente, se non il semplice consenso.
La Chiesa dice e parla, è visibile, e dunque dov’ è lo scandalo? Se non avesse proprio quel consenso, bè sarebbe una minoranza e chissà se Pannella si batterebbe per la difesa del suo pensiero. Provate ad aprire la pagina web dei Radicali. Ci trovate un manifesto con la marcia non violenta contro il Concordato e gli sbalorditivi dati della presenza Vaticana in Italia, con tutta la querelle che ne è seguita.
Bene, per quel qualcuno a cui interessa farebbe piacere che sua visibilità mediatica della Chiesa rimanesse, e farebbe altrettanto piacere non essere considerato una sorta di mentecatto da una persona che si vanta di essere il grande libertario del Paese.
Sia ben chiaro, la Chiesa, in tutta questa polemica, non è una vittima e si difende bene da sola. Se però i Radicali continuano così, ci vuole un attimo a renderla tale.

P.s. ma quando Woijtila se ne andava in giro per il pianeta a lanciare anatemi contro il comunismo (facendo politica a livello internazionale e nemmeno tanto velatamente) i radicali dov’erano?
Laisa


martedì 22 gennaio 2008

Riflessioni: Ivg Anno 2008

La proposta di “moratoria sull’aborto” avanzata da Giuliano Ferrara sul “Foglio”, con il suo accostamento alla recente moratoria sulla pena di morte, ha riaperto, in modo positivo, un dibattito e una riflessione su quello che ormai quasi tutti definiscono comunque un “dramma”, e non più una conquista o un diritto. Ma l’attuale discussione sarà davvero utile se riuscirà a ribaltare nei fatti una mentalità che tende a considerare “normale” l’aborto, che è sempre e comunque la soppressione di una vita umana.

Faremo un passo avanti decisivo se impegneremo tutte le nostre forze a prevenire il maggior numero di IVG, offrendo ogni possibile sostegno alle donne in difficoltà, e ad aumentare la consapevolezza di cosa davvero sia l’aborto. Solo così si tutela davvero il bambino e la donna, che spesso dall’atto abortivo è ferita in modo drammatico e spesso incancellabile.
(da newsletter regione toscana gr. Udc)

giovedì 17 gennaio 2008

Mozione in Consiglio sulla vicenda della Sapienza

MOZIONE: In merito all’annullamento della visita di Papa Benedetto XVI all’Università La Sapienza di Roma

Spett.le
CONSIGLIO CIRCOSC CENTRO

IN MERITO alle polemiche relative all’intervento di Papa Benedetto XVI all’Università La Sapienza di Roma, con l’annuncio di pesanti contestazioni, manifestazioni e atti mirati a disturbare ed impedire tale intervento;

CONSIDERATO che il clima pesante venutosi a creare ha determinato la rinuncia, da parte del pontefice, ad intervenire alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico;

GIUDICATO paradossale che mentre i Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo, anche in Stati dove è negata la democrazia e la libertà religiosa, l’unico luogo dove si sia impedito al Papa di parlare sia La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice;

PREOCCUPATO per l’intolleranza ideologica e la chiusura culturale, gli intenti censori di un laicismo esasperato, l’incapacità di accettare elementari principi di ascolto e di rispetto per le idee altrui, la forte carica anticlericale e antireligiosa, che il grave episodio ha palesemente manifestato; e ancor più per il fatto che questo spirito di intolleranza censoria e antidemocratica –basato peraltro su un incredibile stravolgimento e mistificazione del pensiero dello stesso Benedetto XVI- sia emerso in un prestigioso ateneo, tanto da far temere circa la fatiscenza culturale dell’università italiana, impoverita e umiliata da atteggiamenti –propagati da “cattivi maestri”- antitetici all’autentico spirito di confronto e di ricerca che dovrebbe caratterizzare le aule universitarie;

PREOCCUPATO altresì per il fatto che esigue minoranze trovano avvalli e protezioni anche autorevoli nel mondo politico e di alcuni mass-media, nel minacciare e impedire ciò che la stragrande maggioranza delle persone attende e desidera;

ESPRIME

preoccupazione per quanto avvenuto e condanna i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia;

profondo rammarico per la decisione di Papa Benedetto XVI, e una solidarietà forte e convinta alla Sua persona, alla quale è stato chiesto di tacere in modo intollerante, violento e fazioso;

l’auspicio che l’intera società italiana e le sue istituzioni siano consapevoli della gravità di questo episodio, e sappiano trovare le energie e gli indirizzi per isolare immediatamente atteggiamenti antidemocratici, illiberali e intolleranti che danneggiano l’immagine del nostro Paese, e ne impoveriscono e lacerano il tessuto sociale.

Francesco Querci UDC