
Parte la corsa per il Sindaco di Carmignano.Centro Destra (con l'unica eccezione - per ora - di FLI) appoggia il 29enne Vito Tarantini, vigile urbano.


I tagli governativi alla Regione non dicevano in sostanza a Rossi dove tagliare, ma di tagliare. Il Governatore ha scelto di intervenire con la scure sui trasporti pubblici, ritenendo evidentemente questo un settore dove gli sprechi sono superiori rispetto ad altri. Un criterio ovvero una scelta di natura politica.
Pressochè invariati restano i conferimenti per la sanità (di cui il Gov. è stato assessore) che assorbono quasi la totalità del bilancio regionale.
Certo che la salute pubblica è nella lista valoriale la prima da salvaguardare, ma una regola economica e un norma consuetudinaria ci dovrebbe portare anche ad evidenziare gli sprechi la dove maggiore è la spesa.
Possibile che nel settore della salute nulla vi è da razionalizzare meglio e magari salvare due spiccioli per il trasporto pubblico o altri settori in crisi?
Ma fare questo, probabilmente, significherebbe sostanzialmente dire all'ex assessore (oggi governatore) perchè non lo hai fatto prima quando eri direttamente responsabile della sanità Toscana? Non vorrei che per "salvare la faccia" di una persona si ometta l'esame serio e approfondito sulla sanità Toscana.
Infine, Rossi, evidentemente non appagato dei tagli al trasporto pubblico, ha inteso pensare il mega concorso pubblico per il GESTORE UNICO dei trasporti.
Forse non sa che vi sono realtà come quella Pratese dopo aziende virtuose come la CAP, potrebbero subire un ingiusto nocumento; forse la scelta del GESTOREUNICO è condizionata e dettata dalla gestione del trasporto fiorentino!
Si parla di abolire le Province, si parla di federalismo, ma si sta accentrando tutto sulla Regione (si pensi anche alle APT), si rivedono le ATO evvia...... La Regione è interprete dui tutte le esigenze delle realtà locali e non solo o prevalentemente di quelle fiorentine.
Ma il federalismo e la sussidiarietà non dovrebbe portare ad un rafforzamento delle realtà vicine ai cittadini e funzionali ad esse?
Capirei meglio un'area metropolitana strutturata sui servizi con municipi forti (raggruppando in unico Comune i più piccoli) anzichè foraggiare una REGIONE pigliatutto nella quale si perdono le peculiarità territoriali a tutto vantaggio del più forte.
Francesco Querci
(Cons. Prov. UDC)
"Il sindaco Cenni non può permettersi di amministrare Prato con la stessa inefficienza mediante la quale ha portato a fondo il suo gruppo imprenditoriale, Sasch."
Vorremmo ricordare a Carlesi, che ormai sta annoiando il mondo intero col ripetere sempre la stessa fandonia, che la Sasch è un'azienda del settore tessile abbigliamento, la quale ha risentito della stessa crisi che ha travolto centinaia di aziende simili in tutta Europa.
E allora insistiamo anche noi nel ripetere sino alla nausea: il fatto che Roberto Cenni non si sia comportato come fanno gli imprenditori che fanno a linguino coi politici, cercando di gestire la crisi dietro le quinte con accordi sottobanco portati avanti con presidenti di Banche legati a doppio filo coi segretari di partito, dimostra semmai che è quella persona retta e onesta alla quale non a caso i pratesi hanno riconosciuto competenza e qualità per stare alla guida della città.
Ma Carlesi forse questo lo sa già e se n'impippa, com'è nel costume della morale del perfetto bancario al quale poco importa se il mondo intero crolla, se i suoi clienti falliscono e qualcuno s'infila la canna del gas in gola. Qualche imprenditore pratese lo ha fatto ma non mi risulta che nessun direttore di banca, che avrebbe ben meritato di farla, abbia fatto la stessa fine: quel che conta per loro è che i quattrini (in esclusivo nome dei quali chi dà lo stipendiuccio ai bancari opera) restino nelle casse e che le perdite le paghino i clienti. Lo sappiamo tutti e anche molto bene, e nessuno meglio di Carlesi potrebbe confermarlo.
E allora a Carlesi vorremmo ricordare ancora una volta che il Sindaco Cenni, proprio con la gestione della crisi della Sasch, avvenuta alla luce del giorno e cercando la miglior soluzione per dipendenti e terzisti, ha dimostrato d'essere la persona perbene che tutti noi stimiamo. Tutti tranne lui, Carlesi. Il quale con questa sua ossessiva ripetitività ci lascia legittimamente sospettare che nutra più simpatia per chi gestisce le crisi "alla pratese": strizzatine d'occhio a direttori di banca e intese sottobanco con curatori fallimentari e in tasca a chi perde tutto. C'è forse qualcuno che ha il coraggio di affermare che questo non sia avvenuto e non avvenga tuttora?
Ci chiediamo anche con quale faccia Massimo riesca a pronunciare discorsi del genere, proprio lui che è stato protagonista, nella giunta precedente, dello scempio d'una città che è stata ridotta dall'incapacità dei suoi amministratori ad essere lo zimbello del mondo intero.
Ma mi chiedo anche, e infine, come facciano gli amici del PD e della sinistra in generale, quelle persone oneste e perbene che hanno creduto nella possibilità di un sogno divenuto ormai incubo, a sopportare d'essere coinvolti in questo fango.
Mi chiedo cosa stiano aspettando a delegittimare questi esponenti di partito che, dopo aver fatto naufragare la città, tentano oggi di darle il colpo di grazia prolungando il malcostume di chi, anziché fare finalmente il proprio dovere e studiare soluzioni per un distretto che sta morendo anche per colpa sua, continua a giocare con la pelle dei cittadini.