Carissimi amici,
ieri pomeriggio, 29 di Luglio, si è tenuto il Consiglio Provinciale durante il quale sono state costituite le Commissioni Consiliari e votate le rispettive Presidenze.
All'U.D.C., secondo gli accordi elettorali - siglati per il ballottagio con l'ATTUCCI- sarebbe dovuta toccare la Presidenza della Commissione di Controllo e Garanzia,ovvero dll'unica Commissione che spetta alla minoranza.
Debbo, purtroppo, comunicarVi che nonostante ogni mio sforzo per ottenere il rispetto dell'accordo, l'Attucci col PDL ha deciso ci tenere per se la Presidenza senza offrire, fra l'altro, alcuna motivazione politica.
In attesa che la direzione del partito UDC, valuti le iniziative eventualmente da prendere ad ogni livello, evidenziando la violazione di un accordo elettorale, il sottoscritto nella sua qualità di Consigliere e capogruppo dell'UDC in Provincia, oltre a manifestare il suo disappunto nei confronti dei protagonisti in negativo di questa trtsiste vicenda ed innanzitutto di Cristina Attucci, ne trae immediatamente le necessarie conseguenze.
L'UDC in Provincia assume un ruolo di totale autonomia ed indipemdenza dalla PDL come dal PD, concentrando la sua attenzione sull'attuazione dei punti programmatici che hanno contraddistinto il programma elettorale, non omettendo di esercitare il ruolo di opposizione costruttiva, seria e leale nonchè rispettosa del grave momento di crisi del nostro territorio.
Francesco Querci
(capogruppo UDC Consiglio Provinciale)
giovedì 30 luglio 2009
mercoledì 29 luglio 2009
Un Consiglio Provinciale "in bianco"
Non so se domani o dopodomani uscirà un articolo sulla stampa per rendicontare cosa è accaduto in Provincia il 29 di Luglio.
Alle cronache passerà che un partito, forte dei numeri, ha schiacciato un piccolo partito, imponendo una propria candidatura per una Presidenza di una Commissione (l'unica di spettanza dell'opposizione), violando un preciso accordo preso in campagna elettorale.
Il grosso mangia il piccolo, insomma, un atto naturale per molti, forse per i "più". nell'attuale modo di intendere la politica.
Quindi per molti non è successo niente di strano. Violare la parola data ad un alleato, magari anche amico, non è grave.
Per alcuni, purtroppo, sarà gravissimo. Non tanto per quella maledetta carica ad una Presidenza che sposta di solo quache centimetro la tua posizione politica di minoranza (che resta tale), ma perchè per questi uomini e per queste donne, la parola data, l'impegno profuso per rispettarla, il percorso fatto per arrivare a dire: "ho fatto quello che dovevo" "l'ho fatto bene", ha ancora un significato, alto e nobile, sincero e leale.
La "solidità morale" di una comunità, di un gruppo o di qualsivoglia rapporto interpersonale, su cos'altro si dovrà basare se non su quell'intenso rapporto di fiducia che ti ha fatto incontrare.
Perchè prendersela tanto? e Te, perchè, non te la prendi per niente? Quello che oggi Ti sei giocato è la tua credibilità di uomo e di donna. Dovresti prendertela!
Con amarezza ma sempre portando con me la mia bell'idea di fare politica, andrò a letto stasera, ci dormirò su e domattina mi alzerò ancora più forte per il rispetto guadagnato da molti che hanno assistito al mancato rispetto ricevuto da alcuni, che forse allora domani non saranno i "più", ma qualcuno di meno.
Francesco Querci
Consigliere Provinciale U.D.C.
Alle cronache passerà che un partito, forte dei numeri, ha schiacciato un piccolo partito, imponendo una propria candidatura per una Presidenza di una Commissione (l'unica di spettanza dell'opposizione), violando un preciso accordo preso in campagna elettorale.
Il grosso mangia il piccolo, insomma, un atto naturale per molti, forse per i "più". nell'attuale modo di intendere la politica.
Quindi per molti non è successo niente di strano. Violare la parola data ad un alleato, magari anche amico, non è grave.
Per alcuni, purtroppo, sarà gravissimo. Non tanto per quella maledetta carica ad una Presidenza che sposta di solo quache centimetro la tua posizione politica di minoranza (che resta tale), ma perchè per questi uomini e per queste donne, la parola data, l'impegno profuso per rispettarla, il percorso fatto per arrivare a dire: "ho fatto quello che dovevo" "l'ho fatto bene", ha ancora un significato, alto e nobile, sincero e leale.
La "solidità morale" di una comunità, di un gruppo o di qualsivoglia rapporto interpersonale, su cos'altro si dovrà basare se non su quell'intenso rapporto di fiducia che ti ha fatto incontrare.
Perchè prendersela tanto? e Te, perchè, non te la prendi per niente? Quello che oggi Ti sei giocato è la tua credibilità di uomo e di donna. Dovresti prendertela!
Con amarezza ma sempre portando con me la mia bell'idea di fare politica, andrò a letto stasera, ci dormirò su e domattina mi alzerò ancora più forte per il rispetto guadagnato da molti che hanno assistito al mancato rispetto ricevuto da alcuni, che forse allora domani non saranno i "più", ma qualcuno di meno.
Francesco Querci
Consigliere Provinciale U.D.C.
martedì 28 luglio 2009
PRESIDENZA COMMISSIONE GARANZIA E CONTROLLO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
UNIONE DI CENTRO
SEDE PROVINCIALE DI PRATO
SEDE PROVINCIALE DI PRATO
Comunicato Stampa:
COMMISSIONE GARANZIA E CONTROLLO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE :
PRESIDENZA
(Domani, Mercoledi 29, si voteranno dalle 16,30 le Presidenze delle Commissioni in Provincia)
Dopo il primo Consiglio di insediamento i lavori del Consiglio provinciale entrano nella fase operativa.
Saranno assegnate le commissioni e le Presidenze relative.
L’UDC di Prato ha operato un apparentamente per il ballottaggio con Cristina Attucci candidata presidente per la PDL ,che così ha riportato un risultato eccellente nonostante la sconfitta per poche centinaia di voti.
Francesco Querci,candidato alla Presidenza della Provincia Udc, forte di un risultato eccellente al primo turno,si è reso disponibile a questo accordo che il partito ha recepito necessario in un accordo politico che lo vedeva alleato con la PDl anche per il Comune.
Questo accordo è stato ampiamente discusso e valutato dal comitato Provinciale del Partito,ma votato a maggioranza per il nuovo clima di collaborazione instaurato.
Nell’accordo concordato si è previsto la presidenza della commissione di Garanzia e Controllo che come è previsto viene assegnato ad un esponente di Minoranza fosse assegnata a Francesco Querci.
Francesco Querci sarà quindi votato come rappresentante di minoranza Presidente della Commissione di Garanzia e controllo.
Sia per le competenze professionali.Francesco Querci è avvocato,sia per le capacità di mediazione già dimostrata in consiglio circoscrizionale,riteniamo assolverà al meglio questo incarico che l’UDC pratese ritiene istituzionale.
Enrico Mencattini
segretario Provinciale UDC di Prato
27/07/09
PRESIDENZA
"pacta sunt servanda"
(Domani, Mercoledi 29, si voteranno dalle 16,30 le Presidenze delle Commissioni in Provincia)
Dopo il primo Consiglio di insediamento i lavori del Consiglio provinciale entrano nella fase operativa.
Saranno assegnate le commissioni e le Presidenze relative.
L’UDC di Prato ha operato un apparentamente per il ballottaggio con Cristina Attucci candidata presidente per la PDL ,che così ha riportato un risultato eccellente nonostante la sconfitta per poche centinaia di voti.
Francesco Querci,candidato alla Presidenza della Provincia Udc, forte di un risultato eccellente al primo turno,si è reso disponibile a questo accordo che il partito ha recepito necessario in un accordo politico che lo vedeva alleato con la PDl anche per il Comune.
Questo accordo è stato ampiamente discusso e valutato dal comitato Provinciale del Partito,ma votato a maggioranza per il nuovo clima di collaborazione instaurato.
Nell’accordo concordato si è previsto la presidenza della commissione di Garanzia e Controllo che come è previsto viene assegnato ad un esponente di Minoranza fosse assegnata a Francesco Querci.
Francesco Querci sarà quindi votato come rappresentante di minoranza Presidente della Commissione di Garanzia e controllo.
Sia per le competenze professionali.Francesco Querci è avvocato,sia per le capacità di mediazione già dimostrata in consiglio circoscrizionale,riteniamo assolverà al meglio questo incarico che l’UDC pratese ritiene istituzionale.
Enrico Mencattini
segretario Provinciale UDC di Prato
27/07/09
mercoledì 22 luglio 2009
Una Prato da bere
riceviamo e pubblichiamo
Ho letto sul giornale che l'amministrazione comunale intende prendere in considerazione il provvedimento del sindaco di Milano volto a proibire la vendita di alcolici ai minori di sedici anni. Ho letto anche che il nostro primo cittadino ha dichiarato di volere ascoltare sull'argomento proprio i diretti interessati: i giovani.
Mi permetto di esprimere un mio parere di carattere politico ma anche educativo.
Trovo molto preoccupante e involutivo per la nostra società il radicarsi di uno Stato Etico, regolatore della morale e dei comportamenti individuali e per questo al di sopra del giudizio dei singoli cittadini. Tale concezione, che ci fa subito pensare ai regimi comunisti e non certo ai sistemi di governo liberali, è resa ancora più pericolosa e grottesca quando si verificano comportamenti decisamente poco morali da parte di alte cariche di governo che fanno addirittura mercimonio delle donne (da Ceasescu a Berlusconi).
Ma ancora più impressionante, a mio parere è quando dallo stato etico si passa al “Comune etico”, più vicino ancora alla vita quotidiana delle persone e ai suoi comportamenti privati e quindi ancora più invasivo. Sembra che gli amministratori dei comuni italiani sentano di dover entrare nell'ambito dei comportamenti e dei costumi dei singoli, anche quando non sono lesivi della libertà e dell'incolumità altrui.
Se si va a guardare la messe di provvedimenti degli ultimi due anni, in Italia troviamo di tutto, divieto di sedersi alla sera sulle panchine dei parchi, di mangiare, di bere, di esprimersi, di giocare, di condurre animali domestici. Persino in certi casi di riunirsi in gruppi. Nei centri storici ormai si può solo fare shopping e camminare. Sedersi è permesso solo in esercizi privati, quindi a pagamento. Prato non è esclusa da questa tendenza anzi ne ha precorso i tempi; basti pensare che qualche anno fa, regnante il centrosinistra, furono tolte le panchine da piazza Duomo perchè venivano utilizzate da cittadini stranieri per ritrovarsi e socializzare.
L'ordinanza del sindaco Moratti, emanata autoritariamente a tutela dei minori, toglie libertà ai singoli ma soprattutto toglie potere ai genitori e spazio di dialogo fra giovani e adulti. Getta tutti nell'ipocrisia di una vita fatta di proibizioni e quindi necessariamente di menzogne e di raggiri. Induce i ragazzi a cercare stratagemmi e piccole illegalità. Stimola il desiderio per il proibito e accende la voglia dello sballo anche in chi non ce l'ha ma è portato a contrapporsi all'autorità.
Se il sindaco ha davvero intenzione di ascoltare i giovani, come ha detto, dovrebbe farlo non per proporre un divieto ma per attivare un dialogo e una discussione sulla vita quotidiana dei ragazzi e delle ragazze di questa città, tenendo conto che i risultati educativi si ottengono parlando, certo, ma anche dando l'esempio e fornendo alternative.
E di alternative da noi ce ne sono veramente poche, soprattutto di qualità. E mentre spuntano cattedrali del divertimento di massa, quali multisale, centri commerciali e centri benessere, si riducono gli spazi all'aperto, per giocare, discutere, flirtare e crescere insieme agli altri senza spendere i soldi di papà. Mancano anche spazi pubblici al chiuso dove poter studiare, suonare e fare arte, apprendere le nuove tecnologie e praticare sport. La biblioteca comunale è chiusa da dicembre del 2008 e non verrà aperta per diversi altri mesi per gravi errori di previsione dei tempi di trasferimento alla nuova sede. Il Museo Pecci ha ridotto in modo considerevole la sezione didattica e tutte le iniziative riguardanti il fare arte da parte dei ragazzi. Il Museo Civico è chiuso da dodici anni e molti studenti delle medie non sanno neppure cos'è e cosa contiene. Si riduce l'importanza della scuola e in essa la parte dedicata al confronto e allo scambio di esperienze. Mancano gli educatori, i mediatori culturali, gli animatori.
In conclusione credo che la cultura dell'aperitivo alcolico -della Milano da bere come della Prato depressa del tempo della crisi- così come quella delle pasticche, non si combattano con divieti ma costruendo con i giovani una città diversa, più sana e più dialogante, con meno afther hours e più librerie, con meno suv e più biciclette, con più idee e meno soldi da spendere.
Riccardo Buonaiuti
Ho letto sul giornale che l'amministrazione comunale intende prendere in considerazione il provvedimento del sindaco di Milano volto a proibire la vendita di alcolici ai minori di sedici anni. Ho letto anche che il nostro primo cittadino ha dichiarato di volere ascoltare sull'argomento proprio i diretti interessati: i giovani.
Mi permetto di esprimere un mio parere di carattere politico ma anche educativo.
Trovo molto preoccupante e involutivo per la nostra società il radicarsi di uno Stato Etico, regolatore della morale e dei comportamenti individuali e per questo al di sopra del giudizio dei singoli cittadini. Tale concezione, che ci fa subito pensare ai regimi comunisti e non certo ai sistemi di governo liberali, è resa ancora più pericolosa e grottesca quando si verificano comportamenti decisamente poco morali da parte di alte cariche di governo che fanno addirittura mercimonio delle donne (da Ceasescu a Berlusconi).
Ma ancora più impressionante, a mio parere è quando dallo stato etico si passa al “Comune etico”, più vicino ancora alla vita quotidiana delle persone e ai suoi comportamenti privati e quindi ancora più invasivo. Sembra che gli amministratori dei comuni italiani sentano di dover entrare nell'ambito dei comportamenti e dei costumi dei singoli, anche quando non sono lesivi della libertà e dell'incolumità altrui.
Se si va a guardare la messe di provvedimenti degli ultimi due anni, in Italia troviamo di tutto, divieto di sedersi alla sera sulle panchine dei parchi, di mangiare, di bere, di esprimersi, di giocare, di condurre animali domestici. Persino in certi casi di riunirsi in gruppi. Nei centri storici ormai si può solo fare shopping e camminare. Sedersi è permesso solo in esercizi privati, quindi a pagamento. Prato non è esclusa da questa tendenza anzi ne ha precorso i tempi; basti pensare che qualche anno fa, regnante il centrosinistra, furono tolte le panchine da piazza Duomo perchè venivano utilizzate da cittadini stranieri per ritrovarsi e socializzare.
L'ordinanza del sindaco Moratti, emanata autoritariamente a tutela dei minori, toglie libertà ai singoli ma soprattutto toglie potere ai genitori e spazio di dialogo fra giovani e adulti. Getta tutti nell'ipocrisia di una vita fatta di proibizioni e quindi necessariamente di menzogne e di raggiri. Induce i ragazzi a cercare stratagemmi e piccole illegalità. Stimola il desiderio per il proibito e accende la voglia dello sballo anche in chi non ce l'ha ma è portato a contrapporsi all'autorità.
Se il sindaco ha davvero intenzione di ascoltare i giovani, come ha detto, dovrebbe farlo non per proporre un divieto ma per attivare un dialogo e una discussione sulla vita quotidiana dei ragazzi e delle ragazze di questa città, tenendo conto che i risultati educativi si ottengono parlando, certo, ma anche dando l'esempio e fornendo alternative.
E di alternative da noi ce ne sono veramente poche, soprattutto di qualità. E mentre spuntano cattedrali del divertimento di massa, quali multisale, centri commerciali e centri benessere, si riducono gli spazi all'aperto, per giocare, discutere, flirtare e crescere insieme agli altri senza spendere i soldi di papà. Mancano anche spazi pubblici al chiuso dove poter studiare, suonare e fare arte, apprendere le nuove tecnologie e praticare sport. La biblioteca comunale è chiusa da dicembre del 2008 e non verrà aperta per diversi altri mesi per gravi errori di previsione dei tempi di trasferimento alla nuova sede. Il Museo Pecci ha ridotto in modo considerevole la sezione didattica e tutte le iniziative riguardanti il fare arte da parte dei ragazzi. Il Museo Civico è chiuso da dodici anni e molti studenti delle medie non sanno neppure cos'è e cosa contiene. Si riduce l'importanza della scuola e in essa la parte dedicata al confronto e allo scambio di esperienze. Mancano gli educatori, i mediatori culturali, gli animatori.
In conclusione credo che la cultura dell'aperitivo alcolico -della Milano da bere come della Prato depressa del tempo della crisi- così come quella delle pasticche, non si combattano con divieti ma costruendo con i giovani una città diversa, più sana e più dialogante, con meno afther hours e più librerie, con meno suv e più biciclette, con più idee e meno soldi da spendere.
Riccardo Buonaiuti
martedì 21 luglio 2009
regolazione dei mezzi a motore nel centro storico di Prato
Riceviamo e pubblichiamo
di Riccardo Bonaiuti
L'espressione “interessi di bottega”, usata per definire i particolari ed egoistici fini di un gruppo o di singoli individui, si spiega facilmente allorquando sono proprio le botteghe ad esprimere convenienze settoriali a discapito di quelle collettive.
E' il caso di coloro che, convinti di vivere con consapevolezza nel mondo del commercio e degli affari, riportano all'attenzione della città il tema della mobilità nel centro storico, chiedendo all'amministrazione la riduzione della Ztl.
Approfittare del cambio della guardia nel palazzo comunale per riportare la città indietro nel tempo, fingendo di non conoscere i motivi e le ragioni che inducono a proteggere i centri storici e i suoi abitanti dal traffico veicolare privato, è “interesse di bottega” perchè valuta come più importanti i supposti maggiori guadagni delle categorie economiche della salute e del benessere delle persone.
A Prato come altrove, le auto sono la principale e la più preoccupante fonte di inquinamento dell'aria e la più ingombrante massa di occupazione del suolo e degli spazi. Per le macchine spendiamo cifre incredibili che pesano sul bilancio privato e pubblico e i cosiddetti “lavori pubblici” sono quasi sempre “lavori stradali”, finalizzati a rendere il traffico più fluido e la sosta più facile ma sempre destinate a marginalizzare pedoni e ciclisti e a privare le persone di luoghi di incontro e di socializzazione. Potremmo senza dubbio dire che in città le auto valgono molto di più dei corpi umani e delle loro esigenze biologiche.
Detto questo bisogna però riconoscere che un'efficiente e seria limitazione o esclusione dei mezzi a motore dalle vie del centro, può e deve essere ristudiata (anzi studiata) e che la nuova amministrazione deve mettersi subito al lavoro per riorientare il lavoro dei vigili urbani e dei cosiddetti vigilini e riportare anche in questo settore un minimo di giustizia e di legalità. A questo proposito sarebbe anche il caso di introdurre i varchi elettronici come più volte promesso ai residenti e sistematicamente non attuato per l'opposizione dei negozianti e smetterla di vessare i residenti con permessi e tasse mai reinvestite a loro favore.
Per le attività commerciali e la loro rivitalizzazione, ci sono numerosi provvedimenti da prendere, a partire dall'introduzione di piccoli mezzi pubblici elettrici, del cosiddetto car-sharing e di altre forme di mobilità alternativa anche per il trasporto delle merci. Si dovrà senz'altro aprire un tavolo con le associazioni per la promozione della bicicletta con una vera campagna culturale.
Credo che l'assessore Caverni debba sin da ora dar prova di voler agire nell'interesse collettivo e non agli ordini di lobby economiche che spingono indietro la città in un passato che non può tornare.
A meno che la giunta non abbia già contrattato, in fase di campagna elettorale, di affidare il centro storico a chi crede anche in buona fede ma certo ingenuamente, che i problemi della piccola distribuzione e delle botteghe, siano causati dalle zone a traffico limitato o regolato.
Riccardo Buonaiuti
di Riccardo Bonaiuti
L'espressione “interessi di bottega”, usata per definire i particolari ed egoistici fini di un gruppo o di singoli individui, si spiega facilmente allorquando sono proprio le botteghe ad esprimere convenienze settoriali a discapito di quelle collettive.
E' il caso di coloro che, convinti di vivere con consapevolezza nel mondo del commercio e degli affari, riportano all'attenzione della città il tema della mobilità nel centro storico, chiedendo all'amministrazione la riduzione della Ztl.
Approfittare del cambio della guardia nel palazzo comunale per riportare la città indietro nel tempo, fingendo di non conoscere i motivi e le ragioni che inducono a proteggere i centri storici e i suoi abitanti dal traffico veicolare privato, è “interesse di bottega” perchè valuta come più importanti i supposti maggiori guadagni delle categorie economiche della salute e del benessere delle persone.
A Prato come altrove, le auto sono la principale e la più preoccupante fonte di inquinamento dell'aria e la più ingombrante massa di occupazione del suolo e degli spazi. Per le macchine spendiamo cifre incredibili che pesano sul bilancio privato e pubblico e i cosiddetti “lavori pubblici” sono quasi sempre “lavori stradali”, finalizzati a rendere il traffico più fluido e la sosta più facile ma sempre destinate a marginalizzare pedoni e ciclisti e a privare le persone di luoghi di incontro e di socializzazione. Potremmo senza dubbio dire che in città le auto valgono molto di più dei corpi umani e delle loro esigenze biologiche.
Detto questo bisogna però riconoscere che un'efficiente e seria limitazione o esclusione dei mezzi a motore dalle vie del centro, può e deve essere ristudiata (anzi studiata) e che la nuova amministrazione deve mettersi subito al lavoro per riorientare il lavoro dei vigili urbani e dei cosiddetti vigilini e riportare anche in questo settore un minimo di giustizia e di legalità. A questo proposito sarebbe anche il caso di introdurre i varchi elettronici come più volte promesso ai residenti e sistematicamente non attuato per l'opposizione dei negozianti e smetterla di vessare i residenti con permessi e tasse mai reinvestite a loro favore.
Per le attività commerciali e la loro rivitalizzazione, ci sono numerosi provvedimenti da prendere, a partire dall'introduzione di piccoli mezzi pubblici elettrici, del cosiddetto car-sharing e di altre forme di mobilità alternativa anche per il trasporto delle merci. Si dovrà senz'altro aprire un tavolo con le associazioni per la promozione della bicicletta con una vera campagna culturale.
Credo che l'assessore Caverni debba sin da ora dar prova di voler agire nell'interesse collettivo e non agli ordini di lobby economiche che spingono indietro la città in un passato che non può tornare.
A meno che la giunta non abbia già contrattato, in fase di campagna elettorale, di affidare il centro storico a chi crede anche in buona fede ma certo ingenuamente, che i problemi della piccola distribuzione e delle botteghe, siano causati dalle zone a traffico limitato o regolato.
Riccardo Buonaiuti
giovedì 16 luglio 2009
Una proposta al nuovo Sindaco di Prato
riceviamo e pubblichiamo
Una proposta al nuovo Sindaco di Prato, Roberto Cenni.
Una Zona Franca per Prato e la grande questione dei diritti (Dumping Sociale ed economico).
Signor Sindaco, mi rivolgo a Lei adesso che entra nel pieno delle sue funzioni.
La crisi socio-economica la vedrà impegnato per ricercare uno sbocco politico alla mancanza di prospettive per questa nostra città.
Mai come adesso è necessaria la scelta del fronte per cui parteggiare, se si vuole stare dalla parte dei più deboli e sostenere le ragioni della difesa del benessere generale.
Ho la presunzione di interpretare lo stato d'animo dei cittadini di tutto il territorio pratese, e mi assumo la responsabilità di avanzare una proposta che potrà scandalizzare qualcuno.
D'altra parte, spetta alla politica fare proposte e avanzarle nelle sedi istituzionali di competenza.
Dobbiamo mettere in campo le vere ragioni della politica.
A rischio di passare per ingenuo, Le domando: come staremmo se legassimo le sorti della nostra città a quelle delle altre città d'Italia e d'Europa? Come staremmo se ciascuno fosse messo in condizione di raggiungere un grado di sviluppo tale da garantire progresso, benessere ed un sistema di welfare tale da dare dignità a tutti?
Prevale invece una logica che nega tutto ciò, che non regola ma lascia libero campo al gioco delle
forze.
Prato ha conosciuto un periodo di straordinaria vitalità imprenditoriale, ma da quando l'industria tessile ha preso ad accusare fortemente la concorrenza globale, il clima sociale è mutato in peggio, con un arroccamento su posizioni difensive di irrigidimento. La questione è complessa, tuttavia, dobbiamo fare di tutto per far ripartire gli investimenti e rimettere la persona al centro del lavoro.
Negli anni Prato ha dato tanto all'Italia, nel momento di crisi profonda è giusto adesso che la Regione e il Governo le vengano incontro, in un periodo di squilibri qual è quello che viviamo. Con la esasperazione del gioco competitivo, assistiamo ad una grande minaccia per il sistema dei diritti dei lavoratori e degli imprenditori che ogni giorno rischiano in proprio con impegno e dedizione per risollevare le sorti della città.
Per rilanciare Prato, io mi sento di fare questa proposta:
Prendiamo a cuore la gravità della situazione, perché i lavoratori non abbiano a rimanere con le mani in mano.
E' lì che si gioca la vera partita per il rilancio di Prato.
C’è bisogno di forze nuove per difendere, sostenere e rilanciare Prato. È tempo della politica che guarda in grande e riconosce le ragioni dell’altro.
Non ho dubbi che Lei lavorerà per la città, per parte mia avrà una opposizione rigorosa e ferma, ma giusta, perché prevalgano sempre le ragioni del dialogo e del confronto costruttivo per il bene di Prato.
Prato, mercoledì 8 luglio 2009
Nicola Oliva
Consigliere comunale del Pd
Una proposta al nuovo Sindaco di Prato, Roberto Cenni.
Una Zona Franca per Prato e la grande questione dei diritti (Dumping Sociale ed economico).
Signor Sindaco, mi rivolgo a Lei adesso che entra nel pieno delle sue funzioni.
La crisi socio-economica la vedrà impegnato per ricercare uno sbocco politico alla mancanza di prospettive per questa nostra città.
Mai come adesso è necessaria la scelta del fronte per cui parteggiare, se si vuole stare dalla parte dei più deboli e sostenere le ragioni della difesa del benessere generale.
Ho la presunzione di interpretare lo stato d'animo dei cittadini di tutto il territorio pratese, e mi assumo la responsabilità di avanzare una proposta che potrà scandalizzare qualcuno.
D'altra parte, spetta alla politica fare proposte e avanzarle nelle sedi istituzionali di competenza.
Dobbiamo mettere in campo le vere ragioni della politica.
A rischio di passare per ingenuo, Le domando: come staremmo se legassimo le sorti della nostra città a quelle delle altre città d'Italia e d'Europa? Come staremmo se ciascuno fosse messo in condizione di raggiungere un grado di sviluppo tale da garantire progresso, benessere ed un sistema di welfare tale da dare dignità a tutti?
Prevale invece una logica che nega tutto ciò, che non regola ma lascia libero campo al gioco delle
forze.
Prato ha conosciuto un periodo di straordinaria vitalità imprenditoriale, ma da quando l'industria tessile ha preso ad accusare fortemente la concorrenza globale, il clima sociale è mutato in peggio, con un arroccamento su posizioni difensive di irrigidimento. La questione è complessa, tuttavia, dobbiamo fare di tutto per far ripartire gli investimenti e rimettere la persona al centro del lavoro.
Negli anni Prato ha dato tanto all'Italia, nel momento di crisi profonda è giusto adesso che la Regione e il Governo le vengano incontro, in un periodo di squilibri qual è quello che viviamo. Con la esasperazione del gioco competitivo, assistiamo ad una grande minaccia per il sistema dei diritti dei lavoratori e degli imprenditori che ogni giorno rischiano in proprio con impegno e dedizione per risollevare le sorti della città.
Per rilanciare Prato, io mi sento di fare questa proposta:
Chieda alla Regione ed al Governo la concessione di una Zona Franca per mettere Prato alla pari con i grandi paesi come la Cina, e, al contempo, mettiamo al centro la Questione del Dumping Sociale ed Economico in tutte le sedi politiche ed istituzionali.
Le due questioni non sono affatto in contraddizione.
Propongo di lavorare ad una strategia dei due tempi: chiediamo il riconoscimento alla Regione ed al Governo di una situazione di straordinarietà tale da decretare la concessione di agevolazioni fiscali per le imprese che vanno ad insediarsi a Prato a scopi produttivi, per il rilancio tecnologico e infrastrutturale della città e per l'attrazione di capitali nel nostro territorio. Il provvedimento dovrà essere ben studiato e calibrato onde evitare il rischio che si vengano a incentivare produzioni a basso costo/valore.
Le due questioni non sono affatto in contraddizione.
Propongo di lavorare ad una strategia dei due tempi: chiediamo il riconoscimento alla Regione ed al Governo di una situazione di straordinarietà tale da decretare la concessione di agevolazioni fiscali per le imprese che vanno ad insediarsi a Prato a scopi produttivi, per il rilancio tecnologico e infrastrutturale della città e per l'attrazione di capitali nel nostro territorio. Il provvedimento dovrà essere ben studiato e calibrato onde evitare il rischio che si vengano a incentivare produzioni a basso costo/valore.
Altrimenti, delle due una, o scegliamo di non far niente e accettiamo poco a poco che lo status dei nostri cittadini degradi al livello dei Paesi del Terzo Mondo o mettiamo sul tavolo il grande tema del Dumping economico e sociale. Penso che di questo se ne possa parlare anche al Tavolo di Distretto che a breve si riunirà.
Questo è un appello a uscire dalle logiche della contrapposizione politica per il bene della città. Prendiamo a cuore la gravità della situazione, perché i lavoratori non abbiano a rimanere con le mani in mano.
E' lì che si gioca la vera partita per il rilancio di Prato.
C’è bisogno di forze nuove per difendere, sostenere e rilanciare Prato. È tempo della politica che guarda in grande e riconosce le ragioni dell’altro.
Non ho dubbi che Lei lavorerà per la città, per parte mia avrà una opposizione rigorosa e ferma, ma giusta, perché prevalgano sempre le ragioni del dialogo e del confronto costruttivo per il bene di Prato.
Prato, mercoledì 8 luglio 2009
Nicola Oliva
Consigliere comunale del Pd
sabato 11 luglio 2009
Gestri presenta la squadra per la Provincia!

Alla vigilia dell'insediamento del Consiglio Provinciale (13.07.09 ore 16.30 diretta Toscanatv, Tv Prato o sul sito www.toscanatv.it), anche il neo presidente della Provincia rompe gli indugi e presenta la sua squadra di governo: otto assessori, di cui tre donne, con una adeguata rappresentanza del territorio data dagli ex sindaci di Montemurlo Ivano Menchetti e Vaiano Stefano Arrighini (unico confermato tra gli ex assessori della giunta Logli). Tante le conferme, tra i nomi circolati in questi giorni, con la consigliera regionale Ambra Giorgi chiamata a ricoprire il ruolo di vicepresidente. Per sé Gestri si è tenuto le deleghe alla programmazione e al coordinamento del tavolo di distretto. Ecco quindi la squadra che guiderà la Provincia nei prossimi cinque anni: Ambra Giorgi (formazione, lavoro, scuola, università, ricerca, politiche comunitarie e cooperazione), Stefano Arrighini (ambiente, difesa del suolo, protezione civile e politiche agricole), Alessio Beltrame (territorio e pianificazione urbanistica, valorizzazione delle risorse naturali e aree protette), Loredana Ferrara (affari generali, politiche sociali e giovanili, politiche della pace, legalità), Gabriella Melighetti (bilancio, risorse umane, semplificazione, innovazione dei processi di governo e sistema informativo), Ivano Menchetti (infrastrutture, viabilità ed edilizia pubblica, patrimonio), Antonio Napolitano (turismo, promozione dell’immagine e dei prodotti, mobilità e trasporti, sport, caccia e pesca), Edoardo Nesi (cultura, sviluppo economico e marketing territoriale).
giovedì 9 luglio 2009
Insediamento Consiglio Provinciale 13/07/009

Già c'è stato il primo Consiglio della Circoscrizione Centro, anch'esso passato di mano.
Questo Blog è nato sulle problematiche principali del Centro Storico, essendo stato promosso e sviluppato dai Consiglieri dell'allora opposizione di centro destra.
Oggi questi Consiglieri sono chiamati a continuare a svolgere la loro preziosa opera di opposizione nel CONSIGLIO PROVINCIALE dove sono stati ELETTI (Querci e Toccafondi) e conseguentemente il "nostro Blog" avvierà ad interessarsi anche delle politiche provinciali, senza però perdere di vista i principali nodi trattati durante questi anni di seria e costante politica per la città (Insediamento Consiglio Provinciale 13/07/009 ore 16,30)
Siamo stati protagonisti del cambiamento e vorremo esserlo anche per la Provincia.
Francesco Querci - Sergio Toccafondi
(eletti in Provincia: il primo per l'UDC e il secondo per la PDL).
mercoledì 8 luglio 2009
Ecco la giunta!!!!!

il Sindaco Roberto Cenni ha presentato la giunta che dovrà governare la nostra città.....a tutti gli assessori in bocca al lupo:
Borchi Goffredo Vice sindaco, ambiente, sport
Adriano Ballerini Bilancio
Anna Beltrame Comunicazione, turismo e cultura
Filippo Bernocchi Rapporti istituzionali e grandi infrastrutture
Roberto Caverni Attività produttive, moibilità, patrimonio, lav pubblici
Aldo Milone Sicurezza
Dante Mondanelli Salute e sociale
Annalisa Nocentini Personale e decentramento
Rita Pieri Istruzione
Giorgio Silli Rapporti Unione Europea, partecipazione.
venerdì 3 luglio 2009
Nuova Amministrazione: ai nastri di partenza
Le due amministrazioni principali, Provincia e Conume, assieme alle circoscrizioni, si avviano ad un lavoro difficile ed estremamete serio: traghettare Prato attraveso il mare della crisi, verso sponde più tranquille.
Quanto "nuove" saranno queste amministrazioni?
Prato segue con attenzione l'evolversi della situazione politica; guarda incuriosita la foto di Cenni che passeggia con Gestri in Piazza del Comune. L'entusiasmo e la tensione dei due differenti schieramenti politici rendono ancora più vivace l'attuale momento.
Auspico coraggio e fermezza ai due principali protagonisti nel portare avanti rispettivamente il loro progetto di rinnovamento, da loro annunciato e da noi invocato.
Quanto "nuove" saranno queste amministrazioni?
Prato segue con attenzione l'evolversi della situazione politica; guarda incuriosita la foto di Cenni che passeggia con Gestri in Piazza del Comune. L'entusiasmo e la tensione dei due differenti schieramenti politici rendono ancora più vivace l'attuale momento.
Auspico coraggio e fermezza ai due principali protagonisti nel portare avanti rispettivamente il loro progetto di rinnovamento, da loro annunciato e da noi invocato.
mercoledì 1 luglio 2009
consiglio di "saggi" per il Sindaco
In una situazione diversa, dall'attuale di città in crisi, sarebbe una buona proposta quella di unificare - in un unico assessorato - tre deleghe quali l'urbanistica, le infrastrutture e i lavori pubblici, ma la proposta porta con sé due errori di fondo non irrilevanti...
Il primo sarebbe quello di creare un assessorato con un potere sproporzionato sia rispetto al Sindaco che ad un giusto bilanciamento di pesi e contrappesi fra gli altri assessori.
Il secondo sarebbe aggravare i problemi della città, in quanto - soprattutto oggi - i problemi di fondo che abbiamo non si risolvono "accentrando" potere, ma lavorando "interdisciplinarmente". Non a caso l'Amministrazione uscente ha perso le elezioni essendosi resa sorda per più di due anni alla società civile (basti la lezione data dai comitati cittadini e dal meet-up di Beppe Grillo).
Una proposta, al contrario, che potrebbe essere lanciata al neo-eletto Sindaco di Prato potrebbe essere quella di tenersi la delega all'urbanistica, cosituendo al contempo un consiglio di "saggi" che lo affianchi per l'analisi e le proposte risolutive relative ai principali problemi della città, quali ad esempio: un piano per il rilancio del Centro Storico, la revisione del Piano Strutturale (e delle varianti relative alla Declassata e all'Area Ex-Banci), un nuovo modello di sviluppo sostenibile della città, l'armonizzazione della normativa esistente, un più diretto rapporto con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, l'incentivazione al recupero (restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia in primis), in fine, il rilancio del primato dell'abitare e del lavoro (anche edile) sulla rendita fondiaria etc.
In un periodo sufficientemente breve - alcuni mesi - il Sindaco neo-eletto potrebbe così ricostituire i rapporti sfilacciati con la società civile e, non ultimo, presentare alla Città un "piano" integrato e organico per il suo rilancio complessivo.
La risposta ai problemi della città non arriverà dalle deleghe in bianco con superpoteri, ma potenziando saperi e interdisciplinareità.
Filippo Boretti
Il primo sarebbe quello di creare un assessorato con un potere sproporzionato sia rispetto al Sindaco che ad un giusto bilanciamento di pesi e contrappesi fra gli altri assessori.
Il secondo sarebbe aggravare i problemi della città, in quanto - soprattutto oggi - i problemi di fondo che abbiamo non si risolvono "accentrando" potere, ma lavorando "interdisciplinarmente". Non a caso l'Amministrazione uscente ha perso le elezioni essendosi resa sorda per più di due anni alla società civile (basti la lezione data dai comitati cittadini e dal meet-up di Beppe Grillo).
Una proposta, al contrario, che potrebbe essere lanciata al neo-eletto Sindaco di Prato potrebbe essere quella di tenersi la delega all'urbanistica, cosituendo al contempo un consiglio di "saggi" che lo affianchi per l'analisi e le proposte risolutive relative ai principali problemi della città, quali ad esempio: un piano per il rilancio del Centro Storico, la revisione del Piano Strutturale (e delle varianti relative alla Declassata e all'Area Ex-Banci), un nuovo modello di sviluppo sostenibile della città, l'armonizzazione della normativa esistente, un più diretto rapporto con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, l'incentivazione al recupero (restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia in primis), in fine, il rilancio del primato dell'abitare e del lavoro (anche edile) sulla rendita fondiaria etc.
In un periodo sufficientemente breve - alcuni mesi - il Sindaco neo-eletto potrebbe così ricostituire i rapporti sfilacciati con la società civile e, non ultimo, presentare alla Città un "piano" integrato e organico per il suo rilancio complessivo.
La risposta ai problemi della città non arriverà dalle deleghe in bianco con superpoteri, ma potenziando saperi e interdisciplinareità.
Filippo Boretti
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